“Guido Gennai e l’incanto delle sue terre” dal 25 giugno al 24 luglio

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Sarà inaugurata sabato 25 giugno alle 18 la mostra, “Guido Gennai e l’incanto delle sue terre” promossa dal comune di Lecco, che propone una serie di opere legate ai luoghi in cui visse e operò l’artista che, dalla nativa San Gimignano, si trasferì a Lecco nel 1932, insegnando disegno per oltre quarant’anni e dipingendo i paesaggi naturali da cui era affascinato.

Lago, montagne, pittoreschi scorci della città e del territorio sono i soggetti prediletti. Conoscitore appassionato di Manzoni e delle sue opere, Gennai si dedicò anche alla rappresentazione dei “luoghi manzoniani” che, inseriti nei vecchi nuclei di Lecco, presentavano inquadrature e tagli prospettici simili a quelli della sua città natale. Con tratto deciso, ammorbidito dalla fluidità dell’acquerello, la sua tecnica d’elezione, dipinse i siti più conosciuti del romanzo, dal tabernacolo dei Bravi, al castello dell’Innominato, alla casa di Lucia, a Pescarenico, di cui riprese più volte il tipico scorcio di Piazza dei Pescatori, con scene animate di vita quotidiana.

La mostra, che resterà aperta fino al 24 luglio, nelle due sezioni dedicate alle “sue terre” vuole sottolineare l’omogeneità stilistica dell’artista che, nella rappresentazione prospettica degli elementi architettonici, individuò l’elemento unificante dei due paesaggi, toscano e lombardo, così profondamente diversi.

Gli orari della mostra, a ingresso libero, saranno i seguenti: da martedì a venerdì, dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Tutti i giovedì apertura serale dalle 21 alle 23; lunedì chiuso.

 

Guido Gennai

Il maestro acquerellista Guido Gennai nacque a San Gimignano il 2 maggio 1895 e morì a Lecco 10 gennaio 1976. Professore d’arte, insegnò prima a Schio e poi a Lecco, dove fissò la sua residenza. Per le sue qualità di pittore macchiaiolo, dagli effetti cromatici caldi e vibranti ed i suoi suggestivi scorci, di sapore antico, ottenne in vita numerosi riconoscimenti. Invitato da Achille Beltrame a far parte del “Cenacolo degli Acquerellisti” ne fu ritenuto uno degli esponenti più insigni del ‘900. Con Raimondi e Beltrame espose dieci volte alla Permanente di Milano e partecipò a importanti mostre collettive con Irolli, Cascella, Solinghi,Vellani Nardi. Collezionisti privati, banche, Enti pubblici e musei posseggono numerose opere dell’artista.