Barzio attorno ai “suoi” carabinieri: “Una grande e gloriosa famiglia”

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BARZIO – Una sfilata per le vie del paese intervallata dalle applaudite esibizioni della Fanfara del III Battaglione “Lombardia” diretta dal maresciallo Andrea Bagnolo (in Valle per la seconda volta dopo il concerto dell’estate 2009) e la cerimonia di intitolazione della sezione di Introbio dell’Associazione nazionale carabinieri a Emanuele Messineo, militare della Benemerita ucciso nel settembre 1974 a Maranello durante una rapina. Poi la deposizione di una corona di alloro al monumento ai Caduti e, in chiesa parrocchiale, la messa concelebrata dal parroco don Lucio Galbiati e da don Antonio Mazzi, fondatore della Comunità Exodus, da sempre impegnato sul fronte del recupero dei tossicodipendenti.

Barzio ha dedicato la giornata di sabato 30 agosto ai carabinieri nel duecentesimo anniversario di fondazione dell’Arma. Per l’occasione si sono dati appuntamento in Valsassina le massime autorità civili e militari del Lecchese, a cominciare dal comandante provinciale dei Carabinieri tenente colonnello Rocco Italiano, dai vertici regionali dell’Arma in congedo con il generale Nazzareno Giovannelli, ispettore per la Lombardia dell’Anc, il questore di Lecco Alberto Francini e il viceprefetto vicario Chiara Armenia.

Con loro l’assessore provinciale Franco De Poi, il presidente della sezione di Introbio dell’Anc Vittorio Canali, il comandante della stazione Cc di Introbio Antonio De Vincenzo, il maresciallo Luigi Quercia, ispettore delle Anc della provincia di Lecco, il Nucleo di protezione civile di Brugherio e il Nucleo uniformi storiche dell’Ispettorato Anc della Regione Lombardia, oltre a numerosi sindaci della Valle a cominciare dal primo cittadino di Barzio (a sua volta ex carabiniere) Andrea Ferrari.

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Una giornata di festa, di musica e di colori all’interno della quale hanno però trovato posto anche momenti e spunti di riflessione e il ricordo del brigadiere Domenico Mattia, già presidente della sezione carabinieri di Introbio, scomparso nel febbraio 2012.

“Oggi il nostro pensiero è rivolto anche a lui – ha detto il sindaco Ferrari nel suo intervento pronunciato nel cortile di Palazzo Manzoni – che ha lasciato in tutti noi un vuoto incolmabile”.

Dopo il taglio del nastro inaugurale da parte dell’ex carabiniere Francesco Canepari, classe 1924, il primo cittadino non ha esitato a definire l’Arma dei carabinieri “una grande e gloriosa famiglia” e ha ringraziato tutti i militari in servizio “che quotidianamente vigilano sulle nostre comunità”.

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Andrea Ferrari ha poi citato Papa Francesco, che di recente ha tra l’altro avuto modo di tornare sul suo legame con Barzio e con i suoi sacerdoti. “Papa Bergoglio – ha affermato il sindaco – ha detto che tra i carabinieri e la gente esiste un legame fatto di solidarietà, fiducia e dedizione al bene comune. E proprio questo legame, costruito anche sull’ascolto e sull’accoglienza, in Valsassina è solido e forte grazie all’impegno e al lavoro svolto a favore delle nostre genti dagli uomini delle stazioni di questo territorio”.

Barzio_carabinieri_festa_200 anni_2014 (51)“E’ soprattutto in questo momento – ha aggiunto Ferrari – e in questo periodo storico così difficile e per certi versi drammatico che dobbiamo ritrovare i valori e gli ideali che i carabinieri ci insegnano da 200 anni, valori costruiti sul sacrificio e sulla dedizione quotidiana al prossimo, valori di testimonianza, di fedeltà e di amore”.

Su questi concetti si era soffermata in precedenza il viceprefetto. Ricordando il sacrificio di Emanuele Messineo, originario di Marianopoli, Chiara Armenia aveva osservato come la dedizione allo Stato e alla patria possa spingersi fino alle estreme conseguenze. “L’operato e il sacrificio di Messineo – aveva aggiunto – sono un fascio di luce in un momento così buio qual è quello che stiamo attraversando e inducono a riflettere e ad auspicare che le nuove generazioni prendano esempio da questi servitori dello Stato. Noi tutti abbiamo il dovere di onorare Emanuele, perché chi dà la vita per gli altri vive per sempre”.

Barzio_carabinieri_festa_200 anni_2014 (52)“Siamo i carabinieri della gente e siamo tra la gente – ha detto il comandante provinciale di Lecco, tenente colonnello Rocco Italiano, prendendo la parola dopo il sindaco Ferrari – e i valori fondanti della nostra azione devono valere ancora oggi, anche nel ricordo di militari che hanno pagato con la vita il loro attaccamento alla divisa come è stato il caso di Messineo”.

Dopo l’intervento di Vittorio Canali, presidente della sezione di Introbio dell’Anc, il quale ha ripercorso la storia dell’associazione e ne ha ricordato l’attività svolta sul territorio, ha preso la parola il generale Nazzareno Giovannelli. “Viviamo con gioia l’avvenimento odierno – ha detto l’ispettore regionale dell’Associazione nazionale carabinieri – anche perché vogliamo manifestare un senso di ottimismo e alimentare quella luce che può rischiarare il nostro orizzonte”.

“Quelli che ci animano sono ideali importanti – ha aggiunto il generale Giovannelli – perciò abbiamo il dovere di stringerci attorno alla nostra patria e di guardare con positività anche a questo difficile momento. No, non possiamo tirarci indietro e non lo faremo”.

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L’artista valsassinese Stella Gargenti ha quindi donato al presidente Canali e alla sezione Anc di Introbio un suo quadro con il ritratto del carabiniere Emanuele Messineo. Dopodiché, nella parrocchiale di Sant’Alessandro gremita di fedeli, la messa celebrata da don Lucio e da don Antonio Mazzi. E lo spazio per altre riflessioni.

DI SEGUITO, LA GALLERIA FOTOGRAFICA DELA GIORNATA DI FESTA A BARZIO IN ONORE DELL’ARMA DEI CARABINIERI