Il direttore dell’Alpino a Mandello per il giorno della memoria

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Monsignor Bruno Fasani (a sinistra) lo scorso giugno nella sede degli alpini con l'attuale capogruppo Ermes Gaddi (al centro) e con Massimo Scotti, suo amico di vecchia data.
Monsignor Bruno Fasani (a sinistra) lo scorso giugno nella sede mandellese degli alpini con l’attuale capogruppo Ermes Gaddi (al centro) e con Massimo Scotti, suo amico di vecchia data.

 

MANDELLO – Monsignor Bruno Fasani, direttore responsabile dell’Alpino, il mensile ufficiale dell’Ana, tornerà sul Lario a fine gennaio, ospite delle penne nere mandellesi.

L’occasione è rappresentata dal giorno della memoria, ricorrenza che si celebra a livello internazionale il 27 gennaio di ogni anno per ricordare e onorare le vittime dell’Olocausto.

Monsignor Fasani, classe 1947, sacerdote appartenente al clero della diocesi di Verona (è nativo di Rocca di Grezzana, in Lessinia), sarà al teatro “De Andrè” di Mandello proprio la sera di martedì 27 gennaio.

Emblematica e tale da suggerire interessanti spunti di riflessione la denominazione dell’evento, che gli alpini proporranno in collaborazione con l’amministrazione comunale di Mandello: “La memoria al passato, la responsabilità nel presente”.

Già ospite del gruppo Ana di Mandello lo scorso mese di giugno, quando al teatro “San Lorenzo” portò la sua lucida testimonianza su Nikolajewka ieri e oggi e sul messaggio che le penne nere hanno saputo diffondere con le loro azioni e i loro comportamenti sempre ispirati da ideali di giustizia e di libertà, monsignor Fasani non aveva mancato in quella circostanza di ricordare come, ovunque siano, “gli alpini sono un elemento prezioso e straordinario, anche perché sanno interpretare al meglio il concetto secondo cui la giustizia è la capacità di vedere e capire di cosa ha realmente bisogno un territorio”.

 

Un'altra immagine dello scorso giugno. Il direttore dell'Alpino è nella sede del Soccorso degli alpini di Mandello.
Un’altra immagine dello scorso mese di giugno. Il direttore dell’Alpino, rivista mensile dell’Ana, è nella sede del Soccorso degli alpini di Mandello.

 

Poi i riferimenti a Nikolajewka e appunto l’invito a tenere viva la memoria, “anche perché stiamo attraversando – aveva detto – un’autentica rivoluzione sociale”.

“Oggi sembra prevalere una cultura senza memoria – aveva aggiunto il sacerdote, canonico della Cattedrale di Verona – ma questo vuol dire avere davanti generazioni non interessate a sapere quanto accaduto in passato”.

Prefetto della Biblioteca capitolare, la più antica d’Europa, e direttore dell’ufficio stampa della diocesi di Verona, oltre  che dell’Ufficio comunicazioni sociali, monsignor Bruno Fasani è giornalista professionista ed è stato membro della Commissione per la tutela dei minori per l’Authority delle comunicazioni.

Nel 1995 ha iniziato la collaborazione con la Rai e in particolare con il programma Uno Mattina, proseguita per alcuni anni.

Ha partecipato e partecipa tuttora a importanti trasmissioni televisive, tra le quali Porta a porta, Domenica In, Buona domenica, Cominciamo bene, Mattina in famiglia e La vita in diretta.

La serata del 27 gennaio al “De Andrè” di Mandello sarà a ingresso libero.