L’ex assessore Bertoli: “Inopportune le dichiarazioni di Sergio Gatti”

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Maurizio Bertoli, fino al maggio scorso assessore all'Istruzione e alla cultura.
Maurizio Bertoli, fino al maggio scorso assessore all’Istruzione e alla cultura.

MANDELLO – “Del tutto inopportunamente, in una dichiarazione resa nota da lecconotizie.com, Sergio Gatti ha affermato che “il corso di italiano per stranieri è stato sospeso sulla base di valutazioni della passata Amministrazione, la cui relazione ha evidenziato molte criticità nella gestione”. Mi è del tutto evidente che si riferisce alle note che, per correttezza istituzionale, ho lasciato all’Amministrazione entrante sui due assessorati all’Istruzione e alla Cultura a me precedentemente affidati. In quelle stesse note mi limitavo a chiarire la ragione di alcune decisioni resesi necessarie, nonostante ci si trovasse a fine mandato, e a delineare alcuni problemi aperti, di cui la nuova Amministrazione si sarebbe dovuta occupare”.

Non è piaciuta, a Maurizio Bertoli, la motivazione con cui il capogruppo di maggioranza Sergio Gatti ha giustificato con una nota inviata al nostro quotidiano online la scelta dell’Amministrazione mandellese di “tagliare” dal piano per il diritto allo studio 2015-2016 il corso di lingua italiana per stranieri.

Devo pensare – osserva Bertoli, assessore fino al maggio scorso – che, delle due, una: o il consigliere Gatti non sa di che cosa parla oppure, come è più probabile, lo sa e fa un uso strumentale di una memoria lasciata nello spirito e per i motivi suddetti. Delle due possibilità, francamente, non saprei dire quale sia la peggiore”.

Poiché sapevo che l’attuale Amministrazione di Mandello si apprestava a sospendere il corso di italiano per stranieri – fa rilevare Maurizio Bertoli – poco prima del consiglio comunale di lunedì 27 luglio ho indirizzato al sindaco una mail di precisazione a proposito di un breve passaggio (due righe, alla lettera) relativo all’educazione per gli adulti e, in particolare, al corso di italiano per stranieri contenuto nella mia relazione, che speravo non venisse usato in modo intellettualmente disonesto”.

A onor del vero – aggiunge l’ex assessore – devo anche precisare che il sindaco, che ha riservato a sé l’Istruzione, sia nella seduta della Commissione IV che ha preceduto la riunione consiliare sia durante il consiglio comunale ha opportunamente evitato qualsiasi riferimento a inesistenti “valutazioni della passata Amministrazione”, frutto unilaterale di un’invenzione linguistica del capogruppo della maggioranza: si tratta infatti di valutazioni inesistenti, perché la mia relazione non conteneva alcuna “valutazione” propriamente detta dell’ultimo corso di italiano, né evidenziava “molte criticità” della sua gestione”.

Mi auguro infine – conclude Bertoli – che il sindaco di Mandello voglia confermare l’onestà fin qui manifestata in questa vicenda rettificando pubblicamente le dichiarazioni rilasciate dal suo capogruppo. In caso contrario mi vedrei costretto a tutelarmi rendendo pubblico sia il passaggio della mia relazione a cui scorrettamente il consigliere Gatti allude, sia il contenuto della mail che a tale proposito ho destinato al sindaco. Non che queste comunicazioni contengano chissà quali segreti, ma francamente preferirei che questa polemica, che non sono stato io a innescare, non proseguisse oltre”.

 

Michela Maggi, ex assessore e ora consigliere comunale di minoranza.
Michela Maggi, ex assessore e ora consigliere comunale di minoranza.

Sullo stesso argomento e a margine della seduta consiliare di inizio settimana prende posizione anche Michela Maggi, ex collega di giunta di Bertoli e ora consigliere di minoranza nello schieramento di “Casa Comune”.

Quella scelta – afferma in una sua nota – è stata presentata come “tecnica”, determinata da non meglio precisate difficoltà organizzative che hanno spinto appunto a “sospendere” il corso “Vivere in Italia” che, nell’ultimo anno, è stato frequentato da 30 persone e che, oltre a fornire nozioni di educazione civica, prepara per il livello A2 di conoscenza della lingua italiana, requisito necessario per ottenere un permesso di soggiorno di lunga durata”.

La comunicazione è alla base del processo di integrazione dei migranti nella società di accoglienza – aggiunge la Maggi – e la padronanza della lingua ha un ruolo chiave perché permette lo scambio, la discussione e la risoluzione dei potenziali conflitti, consente l’inserimento nel tessuto culturale, civile e lavorativo e infine rende consapevoli non soltanto dei propri diritti ma anche dei doveri”.

A giudizio sempre dell’ex assessore della Giunta Mariani “se non vi sono comunicazione e scambio e se si tagliano per fretta o “pressapochismo” gli strumenti che possono agevolarli, il processo di integrazione dei migranti nella società di accoglienza non può seriamente cominciare”.

Quindi un altro affondo: “Si è deciso di cancellare il corso sottovalutando le conseguenze che questa scelta avrebbe comportato per le persone e per il loro progetto di vita. Le non meglio specificate difficoltà di tipo organizzativo, che hanno giustificato la sospensione del corso, si potevano affrontare e risolvere con una maggiore volontà e attenzione alle persone. In consiglio comunale, dove si fa politica, ho usato le parole di don Milani per esprimere la mia e nostra contrarietà a queste decisioni, perché “il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”: avarizia mentale ed economica, appunto”.

Michela Maggi interviene anche sulla decisione di fare uscire Mandello dal Comitato lecchese per la pace e la cooperazione tra i popoli e parla espressamente di “mancanza di progettualità sul futuro del paese in termini di accoglienza e di cultura della solidarietà” e di “un preoccupante ritorno a un futuro di chiusura e isolamento dell’Amministrazione”.

Come si potrebbe spiegare altrimenti la volontà di recedere dal Comitato – conclude l’ex assessore – sapendo che i termini per il recesso, per l’anno in corso, sono scaduti e che pertanto la quota di adesione dovrà essere pagata sia per il 2015 sia per il 2016? La motivazione portata dall’assessore è la crisi economica e la volontà di utilizzare i 2.500 euro per i mandellesi. 2.500 euro che si potranno utilizzare sul bilancio dei servizi sociali soltanto tra due anni! Nessun progetto alternativo in tema di cooperazione internazionale e cultura della pace è stato peraltro portato a sostegno di quella scelta”.