Mandello e Abbadia ai migranti dei Resinelli: “Non vi lasceremo soli”

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Da sinistra i sindaci di Abbadia Lariana, Cristina Bartesaghi, e di Mandello, Riccardo Fasoli, Momodou, Elisa Ghezzi, Malik, Giulia e Petra ieri sera all'Oratorio Sacro Cuore.
Da sinistra i sindaci di Abbadia Lariana, Cristina Bartesaghi, e di Mandello, Riccardo Fasoli, Momodou, Elisa Ghezzi, Malik, Giulia e Petra ieri sera all’Oratorio Sacro Cuore.

 

MANDELLO – “Vogliamo farvi conoscere la situazione esistente e immaginare se possibile momenti e spazi di aggregazione e di integrazione con i 36 richiedenti asilo attualmente ospitati ai Piani Resinelli nel centro servizi della Comunità montana del Lario orientale, tutti maschi, in larga maggioranza provenienti dal Pakistan e gli altri dall’Africa, tra Nigeria, Gambia, Mali e Senegal”.

Così Cristina Bartesaghi, sindaco di Abbadia Lariana, ha introdotto ieri sera l’incontro che si è tenuto all’Oratorio Sacro Cuore a Mandello appunto per parlare della situazione dei migranti giunti a inizio agosto nella località montana lecchese.

Numerosi gli intervenuti e tra loro anche pubblici amministratori e rappresentanti di associazioni del territorio. “Perché il problema c’è e va affrontato – ha detto senza mezzi termini il sindaco di Mandello, Riccardo Fasoli – e perché dunque è doveroso approfondire la situazione dei Piani Resinelli. No, chiudere gli occhi non è la scelta giusta, anche se io per primo ero e rimango scettico e critico sulla decisione di ospitare i migranti appunto ai Resinelli”.

“Le Amministrazioni pubbliche stanno avviando un confronto serrato anche con la Cooperativa “I girasoli” incaricata di gestire la permanenza dei 36 migranti – ha subito aggiunto Cristina Bartesaghi – anche perché spetta proprio alla cooperativa garantire i servizi previsti dal contratto”.

Accanto ai due primi cittadini di Mandello e Abbadia Lariana vi erano Elisa Ghezzi e le sue due figlie Giulia e Petra. E poi c’erano Momodou “Mohammed” e Malik, rispettivamente 26 e 38 anni, provenienti l’uno dal Gambia l’altro dal Pakistan, due dei 36 migranti ospitati ai Piani Resinelli.

 

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“La gente del posto ci ha accolto bene e ci ha dato scarpe e vestiti – ha detto Malik – e a quelli che hanno ancora paura di noi voglio dire di venirci a conoscere. Tutti noi vogliamo vivere in paese e non intendiamo essere in nessun modo strumenti politici”.

E Momodou ha aggiunto: “Io ho lasciato il mio Paese per ragioni politiche e vorrei vivere in Italia il più a lungo possibile. Sono giunto in un posto isolato, è vero, ma ho trovato persone gentili che ci hanno dato quello di cui avevamo bisogno”.

“In Italia – ha aggiunto – vorrei continuare il percorso di istruzione avviato in Gambia, dove studiavo legge. Sì, spero proprio che il mio sogno si avveri”.

“Li abbiamo accolti con entusiasmo – ha affermato Elisa Ghezzi – e adesso sentiamo che è arrivato il momento di farci arricchire da questi ragazzi. Anche gli altri sono come Malik e “Mohammed” e tutti desiderano conoscere di più e meglio la nostra realtà e le nostre regole”.

“E’ vero – hanno aggiunto le due figlie Giulia e Petra – loro sono ai Resinelli da poco più di un mese ma ci hanno già aperto gli occhi su un nuovo mondo che non potremmo percepire su nessun libro”.

Il sindaco di Abbadia ha poi specificato che il contratto tra la Comunità montana e la Cooperativa “I girasoli” è di tre mesi, rinnovabili. E auspicato, al pari del primo cittadino di Mandello, che comunque prima dell’inverno per i 36 ospiti del Centro servizi dell’ente sovracomunale, che attendono il riconoscimento di rifugiati politici,  si possano trovare soluzione alternative, rappresentate ad esempio da appartamenti o da piccole comunità.

 

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Ma intanto occorre pensare alla loro integrazione. Ecco allora le proposte di un corso di italiano e di un loro impiego per lavori socialmente utili. “Perché la solidarietà è bella – è stato detto durante l’incontro – ma poi ciascuno deve fare la propria parte, a partire dalla prefettura”. “Tanto più – ha specificato Cristina Bartesaghi, non prima di avere sollecitato “pensieri positivi” – che non sono da escludere nuovi arrivi”.

“Ma di cosa hanno bisogno – è stato anche chiesto – i migranti ospitati ai Resinelli?”. “Vestiti non ne servono – è stato risposto – ma invece sarebbero utili libri di grammatica italiana, vocabolari di italiano-inglese e magari qualche libro in inglese, perché lassù, per quei ragazzi, le giornate sono lunghe…”.

Non sono mancate, nel corso della serata, accuse più o meno esplicite alle istituzioni. “Sono state colpevolmente mancanti”, ha detto ad esempio Mattia Micheli, capogruppo consiliare di minoranza ad Abbadia. E un giudizio critico è stato espresso anche da Sergio Gatti, capogruppo di maggioranza a Mandello.

“Sì, alcuni abitanti dei Resinelli sono arrabbiati – ha specificato un residente nella località montana – ma non con i migranti bensì proprio con le istituzioni, che quando servirebbe non si vedono mai”. “E’ vero – ha aggiunto – alcuni sono anche preoccupati, in particolare i più anziani”.

Poi in molti, quando l’incontro si è chiuso, sono andati a stringere la mano a Malik e a Momodou. E a dire loro che non verranno lasciati soli.

DI SEGUITO, ALTRE IMMAGINI DELL’INCONTRO DI GIOVEDI’ 17 SETTEMBRE ALL’ORATORIO SACRO CUORE DI MANDELLO