Migranti a raccogliere le olive, la Prefettura stoppa il sindaco

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PERLEDO – Aveva coinvolto due dei giovani stranieri ospitati in paese nella raccolta delle olive nel suo terreno, a titolo gratuito, ma l’iniziativa personale del sindaco di Perledo ha fatto storcere il naso alla Prefettura che ha interrotto l’attività.

L’ente governativo, come spiega il capo di Gabinetto, Marcella Nicoletti, “ha immediatamente richiamato l’attenzione del gestore sulle norme che disciplinano il rapporto di lavoro dei richiedenti asilo che deve essere correlato ad uno specifico progetto di pubblica utilità oppure deve svolgersi con adeguata retribuzione”.

Si tratta di due migranti dei sei migranti accolti in una struttura gestita dall’associazione Sacra Famiglia nel paese rivierasco. “C’è chi addirittura mi ha accusato di caporalato, fraintendendo il senso di questa iniziativa. Non avevo certo bisogno del loro aiuto per raccogliere 90 chili di olive – si sfoga il primo cittadino Fernando De Giambattista – questa è la scelta di un sindaco che assiste all’immobilità dell’attività di integrazione di questi ragazzi, da tempo ospiti in paese. Se non li coinvolgiamo ora con la raccolta delle olive, una delle attività più importanti sul nostro lago, allora quando? Ci sono anche delle associazioni come l’Oliper, con cui si potrebbe creare una collaborazione e fare in modo che questi giovani siano inseriti, attraverso un’attività come questa, nella vita del paese”.