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MOLTRASIO – Le sue prime parole si sono rifatte al Vangelo. “Il cristiano non deve fare grandi cose – ha detto – per guadagnare il regno dei cieli. Il suo essere cristiano si rivela invece nella normalità e nel vivere la quotidianità”.

Don Massimo Rossi ha fatto sabato 10 ottobre il suo ingresso a Moltrasio, nuova destinazione del sacerdote dopo 13 anni trascorsi a Somana di Mandello.

Un passo certamente importante per lui e per la “sua” nuova comunità, che attendeva con giustificata trepidazione questo momento e che si presenta aperta, dinamica, desiderosa di intraprendere belle iniziative e dove la figura del parroco è considerata ancora molto importante, specie per il suo ruolo di guida spirituale.

L’ingresso di don Massimo a Moltrasio era stato preceduto, venerdì 9, da una veglia di preghiera. Sabato, poi, il sacerdote ha raggiunto il sagrato della chiesa dedicata ai santi Martino e Agata accompagnato dai bambini e dai ragazzi della parrocchia, ai quali si sono aggiunti quelli provenienti di Somana.

Numerosi i sacerdoti del Vicariato presenti, guidati dal vicario zonale. Da Mandello avevano raggiunto Moltrasio anche il prevosto del “Sacro Cuore”, don Pietro Mitta, e l’arciprete, don Donato Giacomelli.

 

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Emozionato e commosso don Massimo, la stessa emozione e la stessa commozione provate dai fedeli di Somana che hanno voluto accompagnare il sacerdote nella sua nuova destinazione.

Significativi i vari passaggi della presa di possesso della parrocchia, seguiti attentamente da tutta la comunità moltrasina, presenti le autorità pubbliche (a partire dal sindaco, Maria Carmela Ioculano, la quale ha concluso il suo indirizzo di saluto con un significativo “Faremo tante cose insieme”) e i rappresentanti delle associazioni locali.

La liturgia è stata accompagnata dalla corale parrocchiale e seguita da tutta la comunità con grande partecipazione.

A seguire, il momento più toccante, rappresentato dal saluto dei parrocchiani sul sagrato della chiesa. Idealmente per ognuno di loro don Massimo ha avuto parole di ringraziamento per la festosa accoglienza.

“Se piangono, vuol dire che è un prete buono”, hanno commentato i moltrasini di fronte alla commozione che ha accompagnato la trasferta sull’altro ramo del Lario dei parrocchiani di Somana, ai quali rimane la consapevolezza di aver perduto una guida preziosa ma anche la soddisfazione nel vedere una comunità tanto gioiosa nel ricevere il dono di un nuovo parroco.

DI SEGUITO, NEL SERVIZIO FOTOGRAFICO DI FRANCESCO GALA, VARI MOMENTI DELL’INGRESSO DI DON MASSIMO ROSSI SABATO 10 OTTOBRE A MOLTRASIO