Pescate: solo una classe prima alle medie, protesta il sindaco

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Il sindaco Dante de Capitani
Il sindaco Dante de Capitani

PESCATE – Un consiglio comunale all’aperto per manifestare contro la decisione del Provveditorato scolastico che ha negato la formazione di una seconda prima classe alle medie di Pescate: è protesta dell’amministrazione guidata dal sindaco Dante De Capitani “per dare ancora di più alla nostra scuola la vicinanza dell’intero paese”.

Delle 30 iscrizioni giunte alla scuola, solo 22 saranno accettate dando priorità ai residenti in paese e altri alunni, o fratelli degli alunni che già frequentano le scuole del paese. Gli altri saranno orientati altrove.

E’ quanto il primo cittadino ha appreso nell’incontro dello scorso venerdì con il dirigente scolastico Tiziano Secchi.

“Certo mi ha elencato una serie di regole sulla dotazione organica da rispettare, sul fatto che le classi di ogni comprensivo non possono aumentare e tante altre giustificazioni, tutte ovviamente legittime, ma che per me, pure uomo di scuola, appaiono obsolete e anacronistiche – spiega De Capitani – Purtroppo tutte queste leggi trattano i ragazzi come se fossero numeri: numero massimo, numero minimo, numero con disabili ma senza specificare quanti per classe, senza entrare nel merito di cosa sia veramente importante per un ragazzino di dodici anni e per i loro genitori. Soprattutto senza dare regole certe proprio ai ragazzini con disabilità gravi o leggere che necessitano comunque di sostegno e ne abbiamo tre di questi ragazzini, che con due classi potrebbero essere seguiti meglio”.

La scuola di Pescate in un volantino del Comune per promuoverla

 

“La verità – prosegue il sindaco – è che abbiamo reso una scuola che stava per chiudere un centro ambito e di alto livello, investendoci soldi, sudore e passione nonostante le cassandre e i pifferai di Hamelin, anche pescatesi, che remavano contro, e in cambio sui bambini iscritti che superano il numero massimo per una classe, viene tracciata una riga di esclusione, costringendo ragazzini e genitori che hanno avuto fiducia nelle scuole di Pescate a cercare un’altra sistemazione. Questo per me e per i miei consiglieri è inaccettabile. Alcuni di questi otto bambini esclusi mi han già detto che nelle scuole statali dei loro paesi non ci andranno, che piuttosto sceglieranno le scuole private, e allora la tanto decantata Buona Scuola dov’e’?”