Dervio, “finto allarme” durante l’esercitazione dei soccorsi: “Uno scherzo di pessimo gusto, conseguenze inevitabili”

Tempo di lettura: 3 minuti
Idroambulanza Opsa Lecco
fotografia d'archivio - L'idroambulanza dell'OPSA Lecco

Un falso malore di un sub – che non sarebbe stato presente nella scaletta dell’esercitazione – ha fatto scattare un intervento reale con ambulanza ed elisoccorso

“Mi piange il cuore. Siamo professionisti preparati, offriamo un servizio fondamentale. Quello che è successo è una follia totale”

DERVIO – Era stata organizzata come momento di formazione – essenziale per i soccorritori, per testare organizzazione e manovre complesse in scenari simulati -, l’esercitazione, invece, si sarebbe trasformata, almeno da un certo punto in poi, in un cambio di programma rispetto alla scaletta che ha generato un falso allarme – le cui motivazioni restano tutte da chiarire – con la macchina dei soccorsi che si è attivata per davvero.

A raccontare quanto accaduto è Alberto Guglielmo, referente OPSA (Operatori Polivalenti Salvataggio in Acqua) della Croce Rossa di Lecco, direttamente coinvolto nell’intervento.

L’episodio si è verificato ieri durante l’esercitazione organizzata dalla Croce Rossa in collaborazione con la Protezione Civile del Comune di Dervio, l’Associazione Nazionale Carabinieri, i Vigili del FuocoValtellina Sub e il gruppo scout Agesci di Lecco tra Corenno Plinio e Dervio. Lo scenario prevedeva la simulazione di una frana sul Monte Piazzo, con persone civili da evacuare via lago e l’immersione di tre sub alla ricerca di un disperso. Il team OPSA era impegnato nel consueto supporto di superficie ai sub.

“A un certo punto – racconta Guglielmo – è stato lanciato un pallone rosso, segnale inequivocabile di emergenza.  I sub una volta risaliti gridavano ‘aiuto’. Questo soccorso non era nella scaletta, visto il contesto della simulazione in cui ci trovavamo ho chiesto più volte se si trattava di uno scherzo o di un cambio di programma, ma la risposta è sempre stata che era tutto vero. Così per la mia squadra la simulazione è finita in quel momento: è diventata un’emergenza reale”.

Secondo quanto riferito, uno dei tre subacquei avrebbe manifestato sintomi compatibili con un malore serio, potenzialmente riconducibile a malattia da decompressione: “Lamentava formicolii al braccio, sonnolenza, ripeteva che stava male davvero, tutto coerente con una vera urgenza“, continua il referente OPSA.

Così è scattata l’attivazione della macchina dei soccorsi: la squadra OPSA convinta di trovarsi di fronte a un’emergenza ha attivato il Numero Unico di Emergenza, che ha inviato l’auto infermieristica, l’ambulanza, persino l’elisoccorso decollato da Como – rimasto impegnato oltre un’ora – e allertato la Guardia Costiera. Il sub è stato trasferito via acqua fino al pontile di Dervio, dove è stato preso in carico dai sanitari.

“Il personale sanitario ha fatto le valutazioni del paziente ed era pronto a somministrare farmaci prima del trasporto in ospedale”. Solo in quel momento è emersa la verità: “Il sub ha detto che non stava male veramente – spiega Guglielmo -. Si è trattato di uno ‘scherzo’, totalmente ignoto a me, alla mia squadra e ai soccorritori intervenuti pensando si trattasse di una reale emergenza, ma noto ai sub e agli organizzatori della simulazione”.

Il bilancio, oltre alla rabbia, riguarda le possibili conseguenze: “Il problema non è solo il cattivo gusto, lo scherzo a cui non si trova motivazione – conclude il referente OPSA –, ma il procurato allarme. Un elicottero è rimasto operativo per quasi un’ora su Dervio. È una presa in giro per tutto il sistema dei soccorsi“. Guglielmo, volontario della Croce Rossa, non nasconde l’amarezza: “Mi piange il cuore. Siamo professionisti preparati, offriamo un servizio fondamentale. Quello che è successo è una follia totale”.

Ora la vicenda potrebbe avere risvolti formali, con accertamenti interni e possibili responsabilità da chiarire.