Crediti di imposta inesistenti, arrestato un revisore dei conti

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Continua l’indagine di Gdf e Polizia di Lecco sulle frodi messe in atto da aziende e consulenti

Un nuovo arresto, nel 2018 era finito ai domiciliari il direttore dell’Inps di Sondrio

 

LECCO / BERGAMO – Un nuovo arresto e ancora un sequestro milionario nell’ambito dell’inchiesta “Pecunia Facilis” della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile della Questura di Lecco che già nel 2018 avevano fatto luce su un’organizzazione criminale dedita alla frode fiscale operante tra le province di Lecco e Bergamo.

L’ultimo a finire nella rete delle forze dell’ordine è un revisore dei conti (C.S. le sue iniziali) residente in territorio bergamasco, ora agli arresti in carcere per associazione a delinquere finalizzata alle indebite compensazioni.

Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Bergamo, hanno provveduto alla confisca di complessivi 12 milioni di euro.

Si tratta della prosecuzione di una più vasta attività di indagine nei confronti un sodalizio criminale, composto anche da vari consulenti, che avevano utilizzato crediti d’imposta, di fatto inesistenti, per compensare debiti tributari e contributivi, facendo realizzare guadagni illeciti alle aziende e agli esperti contabili complici di questo sistema.

Le indagini avevano già portato, nel maggio del 2018, all’arresto del direttore dell’INPS di Sondrio, Angelo D’Ambrosio, fino al 2017 alla guida dell’Inps di Bergamo, e nel novembre dello stesso anno all’esecuzione di numerosi sequestri di quote societarie, denaro contante e automezzi di lusso nei confronti di numerosi soggetti fisici e di società operanti in varie province d’Italia.