L’alpinismo piange Mariolino Conti: guida alpina, Ragno ed eroe del Cerro Torre

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Mario Mariolino Conti
Il Ragno di Lecco Mariolino Conti scomparso da martedì pomeriggio dopo un'escursione

Il lecchese non era rientrato da una passeggiata sui monti sopra Sondrio, oggi il tragico epilogo

Classe 1944, ha scritto pagine importanti dell’alpinismo mondiale. Era un punto di riferimento per tanti giovani

LECCO – Il mondo della montagna piange Mario Conti, notissimo alpinista classe 1944. Guida alpina e membro del gruppo Ragni di Lecco, fu protagonista della spedizione del 1974 al Cerro Torre: fu proprio lui, insieme al capospedizione Casimiro Ferrari, Pino Negri e Daniele “Ciapin” Chiappa, ad arrivare in cima alla mitica montagna della Patagonia, riscrivendo la storia dell’alpinismo mondiale e realizzando, di fatto, quella che sarebbe stata riconosciuta da tutti come la prima salita assoluta del “Grido di Pietra”.

Mariolino Conti (foto Ragni di Lecco)
Mariolino Conti (foto Ragni di Lecco)

Era il 14 novembre 2023 quando l’alpinista lecchese non aveva fatto rientro da una passeggiata sopra Sondrio, in località Mossini, dove viveva con la moglie Serena Fait, una delle prime Guide Alpine donna in Italia.

Soccorso AlpinoVigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Protezione Civile hanno lavorato senza sosta nel tentativo di ripercorrere le tracce di Conti, ma purtroppo tutto si è rivelato vano. Dopo giorni e giorni, le ricerche erano state sospese. Stamattina, mercoledì 27 maggio, il ritrovamento e riconoscimento dei resti del grande alpinista, in una scarpata, a meno di 2 km dalla sua abitazione.

Pino Negri, Casimiro Ferrari e Mario Conti sulla vetta del Cerro Torre (foto Ragni di Lecco)
Pino Negri, Casimiro Ferrari e Mario Conti sulla vetta del Cerro Torre (foto Ragni di Lecco)

Originario di Lecco, del rione di San Giovanni, Mariolino Conti faceva parte di una famiglia numerosa, dalla grandissima tradizione sportiva. Ultimo di sei fratelli, non ha mai conosciuto il padre, morto quando aveva solo due anni. Una famiglia votata all’atletica: il più noto è Luigi, il quarto fratello, ex mezzofondista e maratoneta italiano che nel 1960 prese parte ai Giochi olimpici di Roma classificandosi dodicesimo nei 5000 metri piani, poi il maggiore Agostino, mezzofondista vincitore della mitica Cinque Mulini nel 1953 e di alcuni titoli italiani di corsa campestre. Mariolino, già avviato all’atletica, decise invece di seguire le orme di Alfredo, alpinista, guida alpina e membro dei Ragni, era anche un fortissimo sciatore tanto da essere soprannominato Zeno (erano i tempi di Zeno Colò), da lì arriva anche il soprannome di Mario che, essendo più giovane, per tutti era Zenin.

Mariolino Conti

Difficile riassumere l’attività di Mario Conti, il suo curriculum è impressionante per le salite alpine ed extraeuropee. Guida alpina dal 1969 e Ragno di Lecco dal 1964 (gruppo di cui fu anche presidente) fu grande amico e compagno di scalate di un altro nome eccellente dell’alpinismo lecchese, Pino Negri. Subito dopo l’impresa al Torre, entrambi decisero di lasciare le rispettive attività lavorative (Mario ero socio di una ditta metalmeccanica e Pino lavorava nella falegnameria del padre) per dedicarsi completamente alla montagna. Insieme fondarono una delle prime due ditte in Italia di disgaggi e lavori in parete e, sempre insieme, furono responsabili della stazione di Lecco del Soccorso Alpino da metà Anni ’70 fino a metà Anni ’80. Loro i primi a introdurre l’elisoccorso, preparando le prime piazzole sulle montagne dei dintorni perché, non essendoci ancora il verricello, gli elicotteri avevano la necessità di atterrare per caricare il ferito.

Un carattere riservato, ma tenace e determinato, Mariolino Conti ha sempre preferito i fatti alle parole, sicuramente non era un uomo a cui piaceva apparire. In tempi più recenti Mario Conti, forte della sua grande esperienza, è stato spesso un importante supporto logistico di tante spedizioni, specialmente in Patagonia, dove è stato diverse volte. All’interno dei maglioni rossi e non solo è sempre stato un punto di riferimento e ispirazione per tanti giovani alpinisti, fu proprio lui a suggerire a un giovanissimo Matteo Della Bordella e compagni l’obiettivo della Torre Egger.

Matteo Della Bordella, Mariolino Conti (protagonista della salita del 1974) e Nicola Lanzetta (foto Della Bordella)

Oltre alla prima salita della parete Ovest del Cerro Torre (1974), Mario Conti ha effettuato anche il 1° tentativo alla parete Sud Lhotse (8.201 metri in Himalaya) nel 1975 e il 1° tentativo alla parete Sud Lhotse Shar. Ha salito la parete Nord Cho Oyu (Himalaya) nel 1988 e ha condotto come capo spedizione tre spedizioni alla parete Ovest del Cerro Piergiorgio (Patagonia) nel 2003, 2007 e 2008.

A piangerlo, oltre i familiari, il gruppo dei Ragni di Lecco che ha affidato ai social il ricordo di ‘Zenin’: “Questa mattina sono stati ritrovati e riconosciuti i resti del nostro socio, amico e maestro Mario Conti, protagonista della mitica ascensione del Cerro Torre del 1974 e di tante altre tra le più belle realizzazioni dei Ragni. Mario era scomparso il 14 novembre del 2023, durante un’escursione tra i boschi della frazione sondriese di Mossini, dove abitava. Da allora, nonostante le imponenti operazioni di ricerca condotte per mesi da Soccorso Alpino, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Protezione Civile protezione civile, numerosi soci dei Ragni e amici volontari, era stato impossibile ritrovare le sue tracce e, fino ad oggi, risultava disperso. Il ritrovamento dei suoi resti è avvenuto casualmente, ad opera di un escursionista, in una scarpata a un paio di chilometri dall’abitazione di Mario“.

“È difficile dire quali emozioni questa notizia susciti in tutti noi. Sicuramente rinnova il senso di tristezza e di mancanza, per una perdita che mai si potrà colmare, ma, per altri aspetti, rappresenta anche la chiusura di un cerchio, la fine di un tempo sospeso tra angosce, dubbi e domande senza risposta. Quello che di certo sappiamo è che Mario è sempre stato qui, accanto a noi, e lo è ancora, perché ancora e sempre presenti sono la sua amicizia, il suo legame indissolubile con il Gruppo, e gli insegnamenti che ha trasmesso alle giovani generazioni dei Ragni. Il nostro cuore è con lui e il nostro abbraccio si stringe oggi più forte che mai ai suoi familiari”.

Grande il cordoglio a Lecco e nel mondo dell’alpinismo nazionale e internazionale per la scomparsa di un uomo che, in maniera silenziosa e sempre discreta, è stato capace di dare tantissimo.

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