Mariolino Conti, decisivo un escursionista per il ritrovamento

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Mariolino Conti (foto Ragni di Lecco)
Mariolino Conti (foto Ragni di Lecco)

Il celebre alpinista dei Ragni di Lecco era scomparso nel novembre 2023, ieri i resti trovati di fronte all’imbocco della Val di Togno

Sagf Sondrio e Carabinieri hanno lavorato congiuntamente per consentire il riconoscimento

LECCO – Per quasi tre anni il suo nome era rimasto legato a una domanda senza risposta. Ieri, mercoledì, quella lunga attesa si è chiusa con il ritrovamento e il riconoscimento dei resti di Mario “Mariolino” Conti, storico alpinista dei Ragni di Lecco, scomparso nel novembre del 2023 durante una passeggiata nei boschi sopra Sondrio.

La svolta è arrivata grazie a un escursionista, che durante una camminata ha individuato alcuni resti in una zona particolarmente impervia. Da quel momento è partita una delicata attività di repertamento, svolta in stretta collaborazione tra Sagf Sondrio e Carabinieri di Sondrio, attraverso un lavoro congiunto che ha permesso di arrivare al riconoscimento ufficiale dei resti.

Conti era sparito martedì 14 novembre 2023, dopo essere uscito per un’escursione senza più fare ritorno a casa. A dare l’allarme erano stati i familiari, preoccupati per il mancato rientro dell’alpinista lecchese. Le ricerche erano scattate immediatamente e si erano concentrate sui sentieri e sulle zone boschive sopra la città di Sondrio. Le operazioni erano proseguite fino a tarda notte per poi riprendere alle prime luci dell’alba nei giorni successivi. Mobilitati decine di uomini e mezzi in un’ampia area sopra la frazione di Mossini, dove l’alpinista viveva insieme alla moglie Serena Fait, una delle prime guide alpine donna in Italia.

Le attività di ricerca erano andate avanti intensamente fino al 22 novembre, per poi essere sospese in assenza di elementi concreti. Successivamente erano riprese ancora nel mese di dicembre con nuove verifiche, per poi essere interrotte di nuovo.

L’area del ritrovamento si trova a meno di due chilometri in linea d’aria dall’abitazione dell’alpinista, lungo la verticale dei prati di Rolla di Sotto, sul versante orografico destro della Valmalenco, di fronte all’imbocco della Val di Togno, a circa 950 metri di quota, in una scarpata caratterizzata da un dislivello negativo di circa 300 metri. Ora uno degli aspetti che dovranno essere chiariti riguarda proprio le operazioni di ricerca effettuate negli anni scorsi e la possibilità che quella specifica zona fosse già stata battuta o meno dai soccorritori.

La notizia del ritrovamento ha profondamente colpito il mondo dell’alpinismo italiano e internazionale, che in queste ore sta ricordando una figura considerata simbolica nella storia dei Ragni di Lecco.

Classe 1944, guida alpina dal 1969 e membro dei Ragni dal 1964, Mariolino Conti (conosciuto da tutti con il soprannome di “Zenin”) è stato protagonista di alcune delle più importanti imprese alpinistiche del Novecento.

Il suo nome resta indissolubilmente legato alla storica salita della parete Ovest del Cerro Torre, in Patagonia, compiuta nel gennaio 1974 insieme a Casimiro Ferrari, Pino Negri e Daniele “Ciapin” Chiappa: un’impresa destinata a riscrivere la storia dell’alpinismo mondiale e riconosciuta come la prima vera salita del celebre “Grido di Pietra”.

Nel corso della sua lunga carriera Conti aveva partecipato a numerose spedizioni alpine ed extraeuropee, tra cui il primo tentativo alla parete Sud del Lhotse nel 1975, il tentativo alla parete Sud del Lhotse Shar, la salita della parete Nord del Cho Oyu nel 1988 e diverse spedizioni al Cerro Piergiorgio in Patagonia tra il 2003 e il 2008.

Originario del quartiere lecchese di San Giovanni, proveniva da una famiglia dalla forte tradizione sportiva. Il fratello Luigi fu olimpionico nei 5000 metri ai Giochi di Roma del 1960, mentre Agostino vinse la storica Cinque Mulini nel 1953. Mariolino, inizialmente avviato all’atletica, scelse invece di seguire le orme del fratello Alfredo, guida alpina e membro dei Ragni.

Negli anni Settanta, insieme all’amico e compagno di cordata Pino Negri, lasciò il proprio lavoro per dedicarsi completamente alla montagna. I due fondarono una delle prime ditte italiane specializzate in disgaggi e lavori in parete e furono tra i pionieri dell’elisoccorso alpino nel lecchese.

Uomo schivo, riservato e lontano dai riflettori, Conti è sempre stato considerato un punto di riferimento per intere generazioni di alpinisti. Tra questi anche Matteo Della Bordella, al quale fu proprio Mariolino a suggerire l’obiettivo della Torre Egger.

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