Omicidio a Lecco, convalidato l’arresto dell’accoltellatore

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L’udienza  per la convalida dell’arresto si è tenuta ieri, martedì, in Tribunale a Lecco

Apparso visibilmente provato, il 25enne, accusato di omicidio volontario, si è avvalso della facoltà di non rispondere

LECCO – “E’ estremamente provato per quello che è successo. Già domenica, quando l’ho raggiunto per la prima volta in carcere a Pescarenico, mi chiedeva come stesse il ragazzo. Adesso cercheremo di capire meglio come si sono svolti i fatti e chiederemo un interrogatorio al pubblico ministero”.

A parlare, all’indomani dell’udienza di convalida dell’arresto, è Stefano Mandelli, avvocato di Samir, il ragazzo di 25 accusato dell’omicidio di Mahmoud Amer,  il giovane di 20 anni di origini egiziane morto lunedì all’ospedale Manzoni di Lecco dove era stato trasportato in condizioni gravissime dopo una rissa consumata a pochi passi dalla stazione.

A colpirlo con un coltello, stando a quanto ricostruito in poche ore dai Carabinieri della Compagnia di Lecco, Samir, marocchino, da alcuni anni in Italia e residente a Lecco: il venticinquenne è stato arrestato nella notte tra sabato e domenica e portato in carcere a Pescarenico con l’accusa di tentato omicidio.

Un capo di imputazione che, nel giro di poco più di 24 ore, si è trasformato nell’articolo 575 del codice penale, ovvero omicidio volontario, appesantendo ulteriormente la posizione del giovane. Che ieri, martedì, visibilmente provato, è comparso in Tribunale a Lecco e, di fronte alle domande del Gip Salvatore Catalano, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Al termine dell’udienza il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare della detenzione in carcere in attesa del processo. L’avvocato di fiducia, che già lo stava seguendo per una vicenda di un mese fa circa legata a un arresto per resistenza a pubblico ufficiale, sta analizzato tutti gli atti al fine di ricostruire nei dettagli quanto successo sabato sera all’angolo tra piazza Diaz e  via Sassi.

Allo stato attuale non si conoscono ancora i motivi che hanno innescato la rissa che ha visto coinvolti, oltre a Samir e Mahmoud anche altre persone, che potrebbero venire indagate.