Fermato dalla Polizia Locale nel centro storico di Lazise insieme a una 36enne della provincia di Cuneo: avevano dichiarato di essere di ritorno da una missione segreta
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati cinque coltelli con lame tra 9 e 13 centimetri, oltre a stemmi militari, adesivi della Difesa e un lampeggiante
LAZISE – Un 40enne residente a Lecco è stato denunciato insieme a una donna di 36 anni, residente in provincia di Cuneo, dopo essere stato fermato neio giorni scorsi dalla Polizia Locale di Lazise sul lago di Garda mentre passeggiava nel centro storico in tenuta mimetica, sostenendo di appartenere a un reparto d’élite dell’Esercito.
La vicenda è avvenuta a Lazise il 17 agosto. I due si muovevano tra la folla con una mimetica completa, anfibi, gradi militari e il volto parzialmente nascosto da occhiali scuri e fasce mimetiche. Una presenza che ha attirato l’attenzione, tanto da spingere il vicesindaco Stefano Marai a segnalare la situazione alla Polizia Locale (come riporta dailyverona.it).
Gli agenti hanno raggiunto la coppia per procedere all’identificazione. Alla richiesta di esibire i documenti, i due hanno inizialmente opposto un rifiuto. L’uomo, residente a Lecco, e la donna hanno quindi dichiarato di appartenere al 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, noto reparto d’élite delle Forze Armate italiane.
Non solo. I due hanno raccontato di essere di ritorno da una missione e di non poter fornire le proprie generalità per presunti motivi di “sicurezza nazionale”.
Una versione che ha insospettito gli agenti, i quali hanno effettuato le verifiche con la vera caserma del 9° Reggimento “Col Moschin”. Il riscontro ha escluso qualsiasi rapporto tra la coppia e l’Esercito. Di fronte alle contestazioni, i due hanno ammesso di essersi travestiti esclusivamente per diletto.
A quel punto, con il coordinamento del Pubblico Ministero di turno, sono scattate le perquisizioni nella camera d’albergo della coppia e nell’auto 4×4 utilizzata dai due. Gli agenti hanno sequestrato cinque coltelli, con lame comprese tra i 9 e i 13 centimetri, oltre a stemmi militari, adesivi del Ministero della Difesa e un lampeggiante stroboscopico simile a quelli utilizzati dalle forze dell’ordine.
Il 40enne lecchese e la 36enne della provincia di Cuneo, entrambi titolari di regolare porto d’armi per uso sportivo, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Devono rispondere di false dichiarazioni a pubblico ufficiale e usurpazione di titoli. Contestata inoltre la violazione del nuovo Decreto Sicurezza, entrato in vigore nell’aprile 2026, che vieta il possesso di coltelli pronti all’uso fuori dalla propria abitazione in assenza di un motivo valido e concreto.
Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro. Le indagini proseguono per chiarire le motivazioni del comportamento della coppia.
Sulla vicenda (come riporta sempre dailyverona.it) è intervenuto il sindaco di Lazise Damiano Bergamini, che ha espresso il proprio plauso per l’operato della Polizia Locale, ribadendo che la sicurezza rappresenta un bene collettivo da tutelare a beneficio di residenti e soggiornanti.
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