Chiesa gremita e centinaia di giovani presenti per l’ultimo saluto al 18enne scomparso nel tragico incidente sulla SS36
“Siamo come anfore rotte e questi sono giorni di smarrimento. Siamo tutti feriti perché ci è stato tolto un nostro fratello”. Sul sagrato il lancio dei palloncini bianchi e l’accensione delle fontane pirotecniche
MANDELLO – Un grappolo di palloncini bianchi che si alza lentamente verso il cielo. Tra loro, uno soltanto rosso. Sotto, una folla immensa con gli occhi rivolti in alto, le lacrime sul volto e il silenzio che accompagna un addio che nessuno avrebbe mai voluto vivere. Si sono conclusi così i funerali di Edoardo Bartesaghi, per tutti semplicemente Dodo, il giovane di 18 anni la cui morte sopraggiunta per incidente ha sconvolto l’intera comunità mandellese.
La chiesa del Sacro Cuore era gremita, tante persone hanno dovuto seguire la funzione dal sagrato perché lo spazio interno non poteva più contenerle. Tra di loro tantissimi ragazzi e ragazze, amici, compagni di scuola, coetanei che hanno voluto essere accanto alla famiglia in uno dei momenti più dolorosi.
Ad accogliere il feretro all’arrivo in chiesa i volontari del Soccorso degli Alpini, realtà di cui Edoardo faceva parte. Disposti in due ali, in silenzio, hanno accompagnato il suo ingresso nella parrocchiale con un gesto semplice ma carico di significato, testimonianza dell’affetto e della stima che il giovane aveva saputo conquistarsi.

A celebrare le esequie don Tommaso Frigerio, affiancato da don Giuliano Zanotta e don Paolo Avinio. Nell’omelia, don Tommaso ha dato voce al dolore di una comunità ferita, ricordando come la scomparsa di Edoardo abbia lasciato tutti smarriti. “È un saluto che non avremmo mai voluto darti e oggi il nostro cuore è turbato e ferito e cerca un po’ di conforto. Siamo come anfore rotte e questi sono giorni di smarrimento. Siamo tutti feriti perché ci è stato tolto un nostro fratello”, ha detto il sacerdote, ricordando come la scomparsa di Edoardo abbia lasciato un vuoto difficile da comprendere e accettare.
Don Tommaso ha poi ricordato la personalità del giovane, descrivendolo come un ragazzo capace di racchiudere in sé “una grande sensibilità e al tempo stesso una grande fragilità”, caratteristiche dalle quali, ha sottolineato, “scaturiva la promessa di qualcosa di bello e di positivo”. Parole che hanno attraversato una chiesa immersa nel silenzio e nella commozione, dove ogni sguardo raccontava incredulità e dolore.

Uno dei momenti più intensi della celebrazione è stato quello dedicato ai ricordi.
Profondamente commovente il ricordo di mamma Zelda, che con grande coraggio ha voluto rivolgere un ultimo pensiero al figlio. “Sono giorni di dolore e di disperazione. Dicevi che ero il pilastro della famiglia ma non so se riuscirò a esserlo ancora. Però ci proverò, anche per tuo fratello Jacopo che ora naviga con me senza bussola”, ha detto tra le lacrime. Parole che hanno toccato il cuore dei presenti, insieme alla promessa di portare avanti i sogni di Edoardo e di custodirne il ricordo ogni giorno. “Non verrai dimenticato. Ora mi mancano già le nostre chiacchierate, i tuoi occhi e la tua ironia. Mi manca entrare in camera tua e non trovarti. Spero di essere stata una buona mamma”.
Anche la fidanzata ha voluto salutare Dodo con un messaggio intenso e pieno d’amore. Lo ha ringraziato per ciò che le ha lasciato in eredità nel loro percorso insieme: “Mi hai insegnato ad affrontare le difficoltà e ti ringrazio di essere entrato nella mia vita, colorandola”. Infine una richiesta semplice e struggente: “Ogni tanto mandaci qualche segnale e sappi che ti amo per sempre”.

I volontari del Soccorso degli Alpini hanno letto la Preghiera del Volontario, un tributo particolarmente sentito per un ragazzo che aveva scelto di mettersi al servizio degli altri e che, nonostante la giovane età, aveva già lasciato un segno importante nelle persone che lo avevano conosciuto.
Infine le parole degli amici e, per ultimo, il fratello Jacopo, a cui tutta Mandello si è stretta insieme alla madre e a papà Fabio.

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