Residente a Beverate, Roberto Manzini lavorava in una storica azienda di Cisano
Ieri sera stava tornando a casa dopo aver trascorso la serata con gli amici
BRIVIO – Una comunità attonita e sconvolta rimasta ammutolita dalla notizia della tragedia avvenuta questa notte a Olginate. E’ una giornata di lutto quella odierna per Brivio, paese che piange la morte di Roberto Manzini, il ragazzo di 35 anni morto sul colpo nell’incidente avvenuto lungo il ponte Cesare Cantù poco dopo la mezzanotte di oggi, sabato 23 maggio.

Roberto stava tornando a casa, nella sua Beverate, dopo una serata trascorsa con gli amici a Cisano e, complice la chiusura del ponte di Brivio, aveva dovuto recarsi fino a Calolzio per oltrepassare l’Adda. Ed è proprio lungo il viadotto che collega a Olginate che Manzini avrebbe perso il controllo della Golf di cui era alla guida andando a invadere l’altra corsia lungo cui viaggiava un’altra vettura, una Hyundai i30 guidata da un altro ragazzo.
Uno scontro violento e terribile con la Golf andata praticamente distrutta. Per Roberto purtroppo non c’è stato niente da fare. Le ferite riportate a causa dell’incidente sono state troppo forti e i sanitari, accorsi sul posto in codice rosso, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
Nel giro di poche ore la notizia della sua morte si è diffusa a Brivio e tra i tanti amici e conoscenti del ragazzo, dipendente in una storica azienda di Cisano Bergamasco, suscitando sconcerto, rabbia, incredulità e dolore.
La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Roberto lascia la mamma Lucia Airoldi e il padre Nando Manzini.
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