Folla commossa ai funerali di Sergio Longoni: “Imprenditore visionario e appassionato”

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Il feretro di Sergio Longoni è stato portato a spalla fino al cimitero dagli amici del Soccorso Alpino e del Cai Barzanò

L’addio, carico di ricordi e riconoscenza, al fondatore di DF Sport Specialist

BARZANO’ – “Adesso sarai su in Paradiso a proporre l’apertura di qualche nuovo negozio… Beh, ora sono problemi di San Pietro”. Ha scelto la via del sorriso e dell’ironia monsignor Bruno Marinoni per ricordare Sergio Longoni, l’imprenditore visionario e appassionato, classe 1942, capace di fondare, dal niente, l’impero di DF Sport Specialist.

Tantissime le persone che hanno gremito, questa mattina, sabato 2 maggio, la chiesa parrocchiale di San Vito della “sua” Barzanò per tributargli l’ultimo saluto durante la cerimonia funebre, presieduta dal parroco don Adelio Molteni e concelebrata insieme ad altri sacerdoti.

L’arrivo del feretro prima dell’inizio dei funerali

Un addio colmo di affetto e di riconoscenza per un uomo dal cuore grande e generoso, umile e disponibile, innamorato della montagna e dello sport in generale e capace di tessere relazioni e restare amico.

“L’eucarestia è il momento in cui rendiamo grazie – ha rimarcato monsignor Bruno (parroco anni fa a Barzanò) all’inizio dell’omelia, prendendo spunto da questa riflessione per parlare dell’amico Sergio -. Ci sono alcune caratteristiche di lui che voglio ricordare oggi. La prima, che non deve essere vista come un difetto, è la sua testardaggine, la voglia di andare fino in fondo nelle cose e di non accontentarsi mai, convinto di poter sempre migliorare. Sembra che le vetrine le sapesse fare solo lui” ha scherzato don Bruno, andando poi alla seconda “testimonianza” di Longoni.

“Parlando di Sergio non si può non parlare di passione: ha vissuto intensamente per la montagna e lo sport, trasmettendo il suo entusiasmo alle persone grazie alle iniziative di cui era promotore. Aveva sempre voglia di andare avanti, pensare al futuro, anche se capiva perfettamente la situazione in cui si trovava. Me lo ricordo quando lo sentii per l’inaugurazione del negozio a Lissone: aveva 80 anni e alla mia domanda su cosa gli fosse passato in testa per aprire un altro punto vendita, mi rispose che ne aveva in mente già altri due”.

Uno spirito intraprendente e vulcanico che andava di pari passo alla capacità, tutt’altro che scontata, di restare umile, di esserci sempre, in primis per la sua famiglia.

“Eri e sei dovunque in noi, eri e sei presenza” ha rimarcato la figlia Francesca aprendo la lunga fila di ricordi, colmi di affetto e riconoscenza, condivisi dall’altare a fine Messa. “Sono stati due anni tosti per noi, due anni in cui abbiamo dovuto imparare a maneggiare con la paura e i pensieri. Ancora una volta sei stato tu ad aiutarci rivolgendo lo sguardo al futuro: la malattia era una via chiusa, tu ne hai aperto un’altra, come sempre hai fatto. Aprivi nuove strade, proteggendo noi per primi, prendendoti il carico più pesante: eri onesto, generoso, umile, un leader carismatico” ha rimarcato prima di dedicare all’amato padre, definito “un uomo infinito”, una poesia di Antonia Pozzi, la poetessa di Pasturo.

E alla baita ai Comolli ha fatto riferimento anche l’altra figlia, Daniela, andando con la memoria ai momenti vissuti insieme in montagna: “Sono cresciuta nella consapevolezza di avere un padre straordinario, capace di mettere il cuore in tutto quello che faceva”.

Anche i nipoti si sono fatti forza e uno dopo l’altro si sono susseguiti all’altare per ricordare il grande nonno alpino, dal sorriso aperto e sincero, con cui si poteva essere liberi di parlare trovando sempre un porto sicuro.

Non poteva mancare il ricordo dei tanti collaboratori cresciuti con il “signor Longoni”: “Oggi salutiamo il nostro capofamiglia, non il nostro titolare. Una persona sempre in prima linea, che non ha mai abbandonato nessuno di noi e che ci ha trasmesso i valori dell’umiltà, della generosità, dell’integrità e dell’empatia. Lei non se ne va oggi, resterà in ciascuno di noi”.
Infine don Giuseppe Scattolin, indimenticato parroco di Barzanò, ha voluto ricordando spendendo le parole di Sant’Agostino rimarcando l’innata capacità di tessere amicizie e legami con le persone.

Terminato il rito funebre un lungo corteo, scortato dai Carabinieri e aperto dai cantori del coro Brianza e dai Picètt del Grenta di Valgreghentino, seguiti dai rappresentanti di molte associazioni e dai sindaci di cinque Comuni (Barzanò Gualtiero Chiricò, Missaglia Paolo Redaelli, Monticello Alessandra Hofmann, Cremella Cristina Brusadelli e Sirtori Matteo Rosa) si è diretto verso il cimitero per la sepoltura.

Il feretro di Sergio Longoni è stato portato a spalla dagli amici del Soccorso Alpino  e del Cai Barzanò: dietro i familiari e le tantissime persone che hanno voluto dire addio a un grande uomo.

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