Merate piange la morte di Dauro Zocchi, ricercatore 35enne

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Il funerale verrà celebrato martedì alle 15 nella chiesa parrocchiale di Sartirana

Era assegnista di ricerca all’università di Bergamo, occupandosi di geografia del cibo ed ecogastronomia

 

MERATE – Sconcerto, incredulità e dolore per la morte di Dauro Zocchi, 35 anni, ricercatore in campo dell’ecogastronomia. Il funerale verrà celebrato domani, martedì, alle 15 nella chiesa parrocchiale di Sartirana, frazione dove Dauro era cresciuto stringendo tantissime amicizie e dove vive la sua famiglia con il padre Marco Zocchi, rinomoto e stimato medico ecografista del territorio.

Dipinto da tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo come un ragazzo simpatico, dal carattere aperto e dai modi educati, Dauro si era laureato in Economia alla Bocconi e aveva poi intrapreso un percorso di studi nel settore agroalimentare frequentando l’università degli Studi di scienze gastronomiche a Bra, in Piemonte. Qui, dopo aver conseguito il dottorato in Ecogastronomia, formazione e società, era diventato assegnista di ricerca continuando a occuparsi dei temi a lui cari, ovvero la geografia del cibo, i sistemi alimentari tradizionali, i patrimoni alimentari e gastronomici e il Foodscouting.

Da qualche tempo aveva iniziato a collaborare con l’università degli Studi di Bergamo, sempre come assegnista di ricerca, entrando a far parte nel team di ricerca capitanato da Roberta Garibaldi, contribuendo con grande impegno ai progetti CarTES, Crocus, al percorso legato a Expo Osaka. E’ proprio la docente in Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo a ricordare Zocchi, come una “persona davvero speciale. Dauro portava con sé non solo competenze solide e uno sguardo rigoroso da studioso, ma anche qualità umane rare: il sorriso, la gentilezza, la capacità di ascolto. Era una persona in grado di connettere, di costruire relazioni, di lavorare in rete con naturalezza. Un profilo che univa profondità scientifica e sensibilità, e che aveva tutte le caratteristiche per diventare un riferimento in questo ambito di studi”.

Solo poco tempo fa aveva dato alle stampe, con Franco Angeli editore, il volume “Paesaggi del cibo e processi di comunità”, in cui le sue passioni, la geografia e la gastronomia, si intrecciavano mettendo in risalto e analizzando le trasformazioni contemporanee.

Una brutta malattia, aggressiva e dal decorso veloce, ha purtroppo interrotto per sempre i sogni e le passioni di un ricercatore preparato, curioso e sempre pronto a mettersi in gioco.