Tantissime persone questo pomeriggio al funerale di don Giancarlo Cereda, per 32 anni parroco a San Zeno
“Non ci hai mai voltato le spalle. C’eri sempre. E sei riuscito a non andare via dalla tua San Zeno”
OLGIATE MOLGORA – “San Zeno non sarà più la stessa. Ci hai insegnato a non mollare mai e hai avuto fiducia in noi quando tutti erano contro”. Sono state tantissime le testimonianze d’amore, di affetto e di riconoscenza tributate oggi, lunedì, a don Giancarlo Cereda, il parroco di San Zeno morto venerdì scorso all’età di 85 anni.

Innamorato della vita, sempre vicino agli ultimi, in 32 anni di presenza costante in frazione, ha saputo legarsi ai suoi parrocchiani in maniera forte e profonda creando legami tra generazioni. Tutta San Zeno si è fermata oggi pomeriggio per il suo funerale presieduto da monsignor Franco Agnesi e concelebrato insieme ai sacerdoti della zona a partire da don Emanuele Colombo, parroco di Olgiate che prenderà la sua eredità.

Presenti anche il sindaco di Olgiate Molgora Giovanni Battista Bernocco con la Giunta al completo e diversi consiglieri, il primo cittadino di Calco Stefano Motta e i colleghi di Verderio Danilo Villa (Comune dove don Giancarlo celebrò la prima messa nel 1965) e di Cesana Luisa Airoldi, originaria di Olgiate, i carabinieri con il comandante della stazione di Brivio e la polizia locale con il comandante Alberto Maggioni e diversi agenti.

In apertura della celebrazione liturgica don Emanuele ha letto la lettera inviata dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini in cui l’alto prelato ha rimarcato di essere stato impressionato, durante i festeggiamenti per i 60 anni di ordinanza sacerdotale di don Giancarlo, dalla sua vivacità e intraprendenza. “Siamo certi” ha poi proseguito monsignor Agnesi nella predica “che Gesù gli ha preparato un posto in Paradiso come lui ha fatto per le persone che si sentivano sole, straniere, lontane. Ora lo affidiamo a Gesù, lasciandoci guidare dalle parole di Dio. Lo ringraziamo per avercelo dato, ricordando che don Giancarlo è stato in mezzo alla gente così come Gesù, diventando un segno di riconciliazione e di pace”.

E’ stata poi la volta delle tante attestazioni di affetto lette dal pulpito dalle persone a lui più caro. Il nipote ha saputo offrire uno sguardo più intimo sullo “zio Carlo”: “Quando giocavamo con i soldatini nessuno moriva, ma tutti facevano la pace. Mi auguro che saremo capaci di portare il tuo sorriso in giro anche domani”.

Il sindaco Giovanni Battista Bernocco non è riuscito a trattenere l’emozione, parlando di una “grandissima persona. Ora dobbiamo ricominciare partendo dal suo esempio. E’ stato capace di farci crescere con amore e dedizione, mostrando vicinanza ai più deboli. Non lasciava mai indietro nessuno: ognuno porta dentro di sè il suo sorriso”.
Un amore profondo testimoniato dall’intera comunità, ricordando che ci “sono preti e preti” rimarcando la fortuna di aver conosciuto don Giancarlo.

“Promettiamo che terremo le porte aperte anche quando farà freddo. Grazie per quello che hai fatto in questi 32 anni” le parole di un giovane educatore che inizierà il Grest senza di lui. Impossibile credere che il capo della piazza non ci sarà. “Siamo cresciuti qui, a Zeno. E tu non ci hai mai voltato le spalle. C’eri sempre. E sei riuscito a non andare via dalla tua San Zeno ( il riferimento è al trasferimento previsto per settembre, quando don Giancarlo sarebbe dovuto andare a prestare servizio a Lecco)” ha detto un ragazzo. Mentre Arianna, gestore del Jacky Pub, ha aggiunto: “Venerdì la vita si è fermata. La tua macchina era ancora qui parcheggiata. Dirti grazie è riduttivo. Eri folle e puro, l’unico che veniva al bar con in mano il Vangelo per confessare ed era contento di vedere tutti quei giovani sperando di riuscire a portarli anche in Chiesa”.

E’ toccato poi a don Emanuele chiudere le fila di questi bellissimi ricordi, sfilando dalla tasca l’agenda di don Giancarlo, piena degli appunti, dei numeri di telefono e delle date segnate dal sacerdote. “Il capo della piazza non si sostituisce. Ma possiamo aver fiducia di questo cammino che si apre davanti a noi, sapendo che don Giancarlo continuerà dall’alto a sostenerci”.
Portato a spalla dai suoi ragazzi, il feretro è uscito dalla chiesa parrocchiale tra gli applausi e il coro “Giancarlo uno di noi” scandito con forza mentre i palloncini bianco blu venivano lanciati in alto verso il cielo accompagnando l’amato don verso il Paradiso.
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