Valgreghentino, folla ai funerali di Matteo Mamone: “Resterai per sempre nei nostri cuori”

Tempo di lettura: 4 minuti
Valgreghentino_10_09_26_funerali_matteo_mamone

La chiesa di San Giorgio non è riuscita questa mattina, giovedì, a contenere tutte le persone accorse per i funerali di Matteo Mamone

I ricordi, commossi e strazianti, della mamma Magda, della fidanzata Elisa e delle maestre di scuola

VALGREGHENTINO – “Oggi siamo frastornati, increduli e sconvolti. Ma il ricordo di Matteo ci deve spingere a vivere con ancora più pienezza e intensità il tempo che il Signore ci dona”. Con queste parole il parroco don Paolo Ventura ha cercato di consolare e portare conforto alle tante persone, sconvolte e attonite dopo la tragedia di sabato scorso, quando due giovani Matteo Mamone e Tarek Aamari hanno perso la vita in un tragico incidente stradale in via Aldo Moro, la strada ripercorsa ieri sera, mercoledì, dalla fiaccolata organizzata in loro memoria.

Questa mattina la chiesa di San Giorgio non è riuscita a contenere tutti gli amici che hanno voluto dire addio a Matteo, per tutti semplicemente Teo o il Betulla, quel “gigante buono”, dagli occhi vispi e il sorriso sempre aperto, conosciuto e stimato da tutti per la generosità, la disponibilità e l’altruismo.

Matteo Mamone, 25 anni

“Quello che è successo ci ricorda che la vita è fragile e che una distrazione o una casualità imprevedibile possono interrompere un’esistenza umana fatta di sogni, speranze, obiettivi – ha aggiunto don Paolo che ha concelebrato i funerali con don Enrico Vitali, il sacerdote che ha visto crescere Matteo e il fratello Marco in oratorio – . Un trauma vero e proprio capace di togliere, per un attimo, anche la capacità di pensare. Ci si sente soli e abbandonati e tutti pensiamo “Signore, se tu fossi stato qui”. In questi momenti dobbiamo riuscire a non cadere nella tentazione di pensare a un Dio del silenzio, a un Dio che tace di fronte ai grandi interrogativi. E dobbiamo essere capaci di continuare a custodire l’amore e la stima per la vita, dobbiamo trovare la forza di fare in modo che il ricordo di Matteo ci spinga a vivere ancora di più”. Don Paolo ha rivolto un pensiero anche ai tanti amici di Matteo: “Dobbiamo aiutarli a diventare adulti: non dobbiamo lasciarli soli”. Poi l’auspicio rivolto a tutti: “Dobbiamo imparare a vivere in pienezza e con intensità il tempo che il Signore ci dona”.

Come ha fatto Matteo, dipinto dalla sua mamma Magda con un vero terremoto, sempre in movimento, sempre preso a rincorrere idee e progetti. “Mi ricordo il giorno in cui sei entrato nella mia vita, avevi fretta di nascere tanto che l’ostetrica ti aveva chiamato il bambino lampo – ha detto, affidando le sue parole alla lettura di un’amica -. Eri sempre in movimento, dovevi sempre fare qualcosa. Ricordo anche che quando morì tuo papà, non c’era stato bisogno di dirti quello che era successo. L’avevi capito subito e mi dicesti che io c’ero ancora e tu e tuo fratello avevate bisogno di me. Quelle parole sono state di aiuto e di sprono: insieme siamo arrivati lontano. Sei entrato nella mia vita di fretta e sei uscito correndo. Voglio immaginarti ora con tuo papà e il tuo nonno che pescate insieme da qualche parte”.

Parole vibranti a cui si sono unite quelle delle maestre che lo hanno visto crescere. “Ciao Matteo. Questo saluto l’abbiamo ripetuto mille volte sui banchi di scuola e ora te lo rivolgiamo con le lacrime che soffocano il cuore – ha detto, trattenendo a stento l’emozione, a nome delle insegnanti, Anna Clara Bassani -. Vogliamo ringraziare per averti messo nel nostro cammino. Sei stato un bambino che è dovuto diventare grande troppo in fretta, ma nonostante ciò sei stato capace di mantenere un cuore semplice, disponibile, accogliente e generoso. Il tuo insegnamento resterà nel cuore dei tuoi amici, che conserveranno sempre la memoria del sorriso nei tuoi occhi e del tuo saluto festoso. Vogliamo pensare che dovevi volare in alto per amare in modo ancora più grande”.

Sorretta dagli amici, anche la fidanzata Elisa è voluta salire all’altare per ricordare il suo Teo: “Mi hai insegnato cos’è l’amore. Ti amerò per sempre”.
Al termine della funzione, il feretro, coperto da una coltre di girasoli, è stato accompagnato verso il carro funebre. Sul sagrato della chiesa, con le persone disposte a cerchio intorno, sono state diffuse le note di “Angeli” di Vasco Rossi: al termine della canzone sono stati fatti volare in cielo dei palloncini bianchi in ricordo di un amico volato in cielo troppo presto.

Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.

Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.

AGGIUNGI ORA