Dal 12 luglio le fiamme hanno interessato circa 30 ettari di superficie. I Vigili del Fuoco: “La situazione attuale non presenta particolari criticità”
L’incendio che interessa l’Alpe Caprecolo, sopra Premana, ha coinvolto complessivamente circa 30 ettari. Al momento non è possibile intervenire via terra. I VVF: “Servono pioggie”
PREMANA – L’incendio boschivo che dal 12 luglio interessa il versante dell’Alpe Caprecolo, sopra Premana, non presenta al momento particolari criticità, ma non può ancora essere considerato completamente estinto. Il rogo ha interessato complessivamente una superficie di circa 30 ettari e, nonostante la situazione sia ora sotto controllo, all’interno dell’area già percorsa dalle fiamme persistono diverse fumate.
L’aggiornamento arriva questa sera, sabato 8 agosto, dai Vigili del Fuoco, che fanno il punto sulle condizioni dell’incendio dopo le nuove fumate osservate nei giorni scorsi. Per arrivare alla completa estinzione sarebbe necessario procedere con un approfondito intervento di bonifica da parte del personale a terra, così da eliminare i punti caldi ancora presenti e scongiurare il rischio di nuove ripartenze.
È proprio la conformazione del territorio, però, a rendere particolarmente complesso questo tipo di intervento. La zona interessata dal rogo è infatti caratterizzata da una forte impervietà e, al momento, non consente al personale di operare in condizioni di sicurezza. Una situazione che limita quindi la possibilità di intervenire direttamente sui residui dell’incendio.
Nei giorni scorsi il fronte era tornato a essere particolarmente visibile, con fiamme estese nella serata e nuove fumate nella mattinata successiva. Il 6 agosto, il sindaco di Premana, Elide Codega, aveva spiegato che non erano stati effettuati nuovi lanci dall’alto, anche in considerazione dell’emergenza che in quelle ore stava interessando il Monte Moregallo.
“L’incendio è in una valle molto impervia e senza il supporto dei mezzi aerei tutto diventa estremamente complicato”, aveva osservato il primo cittadino, riferendo delle valutazioni in corso con il Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS) per un eventuale intervento da terra.
Nella giornata precedente l’elicottero aveva operato sull’incendio dalle 10 alle 16, prima di essere trasferito sul fronte del Moregallo. Una disponibilità di mezzi aerei che aveva consentito di intervenire sul rogo, ma che non è stata successivamente mantenuta a causa delle contemporanee necessità operative sull’altro incendio.
Ora, secondo l’ultimo aggiornamento dei Vigili del Fuoco, l’incendio non presenta particolari criticità, ma restano le fumate all’interno dell’area già interessata dalle fiamme. La completa eliminazione dei punti caldi richiederebbe quindi una bonifica approfondita, al momento non praticabile in sicurezza.
In queste condizioni, spiegano i Vigili del Fuoco, solo precipitazioni abbondanti e prolungate potrebbero svolgere un’azione equivalente a quella della bonifica a terra, contribuendo a spegnere definitivamente i punti caldi residui e a interrompere le fumate e le ripartenze che hanno caratterizzato l’incendio nelle ultime settimane.
Il rogo resta dunque sotto osservazione, a quasi un mese dall’inizio dell’emergenza, con la situazione attuale che non evidenzia particolari criticità ma senza poter ancora parlare di completa estinzione.
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