Saccheggiavano i negozi di bici, incastrati dalla Polizia. Tre arresti

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Ladri bici
Le immagini della videosorveglianza del negozio di Como, Cicli Snoopy, saccheggiato dai criminali

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PESCATE – Il ciclismo era il loro settore di attività, non per passione sportiva, avevano semplicemente capito che con le biciclette potevano farci i soldi, illegalmente, rubandone ai negozi specializzati e rivendendole in Romania: ammonta infatti ad almeno 300 mila euro il bottino, in bici e accessori, che questa banda di ladri era riuscita ad accumulare in un solo mese, ad ottobre, dal primo furto compiuto nel lecchese.

Si tratta della razzia ai danni del MondoBici di Pescate, il 1° ottobre dello scorso anno, quando i malviventi erano riusciti a sottrarre ben 20 bici, per un valore di 50 mila euro; da qui hanno preso il via le indagini della Squadra Mobile di Lecco che ha permesso di incastrare i malviventi.

Non sarebbe però il primo colpo attribuito alla banda, altri furti sarebbero avvenuti anche nell’area del monzese risultata poi essere la base operativa dei criminali.

Al centro il dirigente Marco Cadeddu con gli agenti della Squadra Mobile, sul tavolo parte della refurtiva sequestrata
Al centro il dirigente Marco Cadeddu con gli agenti della Squadra Mobile, sul tavolo parte della refurtiva sequestrata

Tra questi vi è sicuramente il furto di due furgoni Mercedes Sprinter  ( il nome utilizzato per “battezzare” l’operazione di polizia) da un’azienda di Vedano al Lambro, utilizzati poi per gli altri colpi messi a segno dai malviventi: Pescate, il 13 ottobre nel comune bergamasco di Albino al negozio Cicli Vedovati dove sono state fatte sparire cinque biciclette (valore 15 mila euro), dieci giorni dopo a Rozzano il colpo più grosso, con 20 modelli trafugati al negozio Effetto Bici (200 mila euro di bottino) e infine il 28 ottobre a Como, al Cicli Snoopy, dove i criminali sono riusciti a fuggire con 5 biciclette (20 mila euro il loro valore).

“Furti che hanno interessato quattro province ma crediamo possano esserci altri episodi riconducibili alla banda” ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile, Marco Cadeddu, illustrando l’operazione che si è conclusa mercoledì con l’esecuzione di tre delle cinque ordinanze di custodia cautelare emessa dalla Procura di Monza.

IL VIDEO


Gli arrestati sono due cittadini romeni, Alin Gabriel Samfira, classe 1983 residente nel monzese, Sandel Lupo, detto “Hotdog”, classe 1981 anch’esso residente nel monzese, e un italiano, Pasquale D’Aloia, detto lo “zio”, classe 1934. Quest’ultimo era l’esperto di bici, lui, secondo gli inquirenti, era la persona che compiva il sopralluogo nei negozi e indicava quali modelli di valore asportare nei furti.

Nelle perquisizioni delle loro abitazioni, gli agenti hanno rinvenuto parte della refurtiva, un ingente quantitativo, che ancora non era stata spedita verso l’est Europa, pratica che sarebbe avvenuta fruendo di autotrasportatori compiacenti e di ignari corrieri.

ARRESTATI
Gli arrestati nell’operazione

 

Altri due soggetti romeni sono tuttora ricercati dalla Polizia, tra questi anche il bandito ritenuto la mente delle operazioni criminose. “La cosa che più ha stupito– ha proseguito Cadeddu – è che si tratta di soggetti regolari sul territorio, tutti con famiglia e incensurati, allo stesso tempo professionisti dei furti”.

Per giungere alla loro identificazione sarebbero state preziose le immagini del sistema di video sorveglianza di Pescate e delle zone limitrofe, oltre che le intercettazioni telefoniche l’analisi dei tabulati delle celle. Gli inquirenti ipotizzano che, oltre ai colpi nei negozi, alcuni dei membri della banda si adoperassero anche in furti nei box dei condomini, obiettivi meno rischiosi.

L’analisi della refurtiva potrebbe quindi consentire di risalire ad altre vittime ed estendere la responsabilità degli arrestati ad altri furti.

SPRINTER OPERAZIONE
La mappa dei furti attribuiti finora alla banda