Il Moregallo torna a fumare, in posto l’antincendio boschivo

Tempo di lettura: 2 minuti
fumo Moregallo
Fumo nel pomeriggio di martedì sul Monte Moregallo

L’allarme nel pomeriggio di oggi, martedì: fumo in zona Zucon e Preguda

Al lavoro i volontari dell’AIB: “Il terreno è caldissimo e il rischio di ripartenze concreto”

VALMADRERA – Nuovo allarme nel tardo pomeriggio di oggi, martedì, sul monte Moregallo, già duramente colpito dall’incendio dei giorni scorsi. Un pennacchio di fumo si è alzato dalla zona del Zucon, risultando ben visibile da Valmadrera e anche dalla città di Lecco. Poco dopo, un’altra colonna di fumo ha interessato la zona di Preguda.

Le operazioni di bonifica stanno proseguendo, ma il rischio di nuove ripartenze resta concreto. Lo dimostrano proprio i due focolai ripartiti nel pomeriggio, dopo che già questa mattina un elicottero regionale aveva sorvolato e monitorato l’area nell’ambito delle attività di controllo e bonifica, con l’obiettivo di individuare eventuali focolai ancora attivi e scongiurare nuove riaccensioni.

“Purtroppo – fa sapere il sindaco Cesare Colombo – il terreno è caldissimo e il rischio di ripartenze delle fiamme è concreto, come dimostrato. L’attenzione è massima, i volontari dell’antincendio boschivo sono sempre al campo base allestito in via Leopardi e sono già operativi, come si è alzato in cielo il fumo sono andati a vedere”.

Come reso noto in serata, il primo focolaio è stato spento dai VVF e dai volontari AIB, il secondo è stato invece gestito grazie all’intervento dell’elicottero in tarda serata, di ritorno da servizio su altro incendio in Valtellina.

“Domani sarà da verificare la situazione” ha detto il primo cittadino. Il terreno, dopo i giorni di incendio, è ancora estremamente caldo e il rischio che alcuni focolai possano riattivarsi rimane elevato. A preoccupare è anche il quadro meteorologico. Le previsioni, infatti, non sembrano portare a breve la pioggia di cui ci sarebbe bisogno per raffreddare in maniera efficace il terreno e contribuire a mettere definitivamente in sicurezza l’area interessata dal rogo.

“Servirebbe acqua – continua Colombo – perché una precipitazione prolungata consentirebbe di abbassare la temperatura del terreno e ridurre sensibilmente il rischio di nuove ripartenze. Al momento, però, non sono previste piogge significative almeno nei prossimi giorni”.

Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.

Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.

AGGIUNGI ORA