Scarponi adeguati, abbigliamento visibile, acqua, pila frontale e powerbank: le raccomandazioni per affrontare il bosco in sicurezza
L’Alta Valsassina è tra le zone maggiormente interessate dagli incidenti legati alla ricerca dei funghi
BARZIO – Con l’arrivo dei primi funghi torna anche l’attenzione del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo sui rischi legati alla ricerca nei boschi. Un’attività che può portare ad allontanarsi dai sentieri e a raggiungere zone particolarmente impervie, dove una scivolata o la perdita dell’orientamento possono trasformarsi rapidamente in un’emergenza.
Negli ultimi giorni le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo sono già state impegnate in interventi che hanno coinvolto persone uscite nei boschi alla ricerca di funghi, l’ultimo in ordine cronologico ieri, domenica, nei pressi dell’Alpe Dolcigo. Da qui l’appello alla prudenza e alla preparazione, con alcune raccomandazioni rivolte a chi si appresta a frequentare queste aree.
I fungaioli, infatti, spesso abbandonano i sentieri per addentrarsi in zone dove il terreno è più umido, soprattutto nei pressi dei corsi d’acqua, arrivando anche in aree molto scoscese e difficili da percorrere. La scivolata rappresenta una delle cause più frequenti delle richieste di soccorso, insieme alla perdita di orientamento.
Prima di partire è quindi importante valutare le proprie condizioni fisiche e scegliere itinerari adeguati alle proprie capacità. Anche l’equipaggiamento può fare la differenza: il Soccorso Alpino raccomanda scarponi con buona aderenza e adeguato sostegno della caviglia, pantaloni lunghi e un abbigliamento adatto alla stagione e alla zona. Meglio inoltre scegliere capi colorati e facilmente visibili anche da lontano.
Un’altra indicazione riguarda le condizioni meteorologiche: è fondamentale controllare le previsioni prima di mettersi in cammino. Altrettanto importante è informare sempre una persona di fiducia sulla propria destinazione, indicando dove si intende andare, quali sentieri si prevede di percorrere e l’orario previsto per il rientro. Eventuali variazioni del programma devono essere comunicate.
Nello zaino non dovrebbero mancare acqua, qualcosa da mangiare, una pila frontale e una batteria di scorta, come un powerbank, per il telefono cellulare.
In caso di necessità, l’indicazione è di chiamare il 112, il Numero unico di emergenza, seguendo le indicazioni fornite dagli operatori.
Un invito alla prudenza che assume particolare rilevanza anche nel territorio lecchese. Con l’uscita dei primi funghi, sono già due gli interventi effettuati dal Soccorso Alpino in Valsassina e Valvarrone. Entrambi si sono verificati nell’area dell’Alta Valsassina, territorio che ogni anno registra diversi incidenti legati alla ricerca dei funghi.
Le zone maggiormente interessate comprendono i territori di Crandola Valsassina, Casargo, Premana e Pagnona, caratterizzati da boschi particolarmente scoscesi e da aree impervie, difficili da raggiungere anche per le stesse squadre impegnate nelle operazioni di soccorso.
A complicare ulteriormente gli interventi c’è poi la copertura telefonica, che in alcune zone risulta scarsa o assente. In diversi punti non è infatti possibile contare con continuità sul segnale e, in caso di emergenza, può diventare difficoltoso persino effettuare una chiamata al NUE 112.
Per chi decide di andare per funghi, dunque, la raccomandazione è quella di non sottovalutare il territorio e di preparare l’uscita con attenzione. Prudenza, equipaggiamento adeguato, conoscenza del percorso e comunicazione preventiva della propria destinazione sono accorgimenti semplici, ma fondamentali per ridurre i rischi.
Ulteriori informazioni e indicazioni utili sono disponibili negli opuscoli scaricabili pubblicati sul sito Sicuri in Montagna.
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