Il velivolo è tornato sul fronte del rogo dalle prime ore della mattinata, effettuando lanci senza sosta
Restano visibili alcune fumaiole nella parte alta del versante. La strada per l’Alpe Caprecolo rimane chiusa fino al completo spegnimento, mentre quella della Val Fraina sarà interdetta durante gli interventi aerei
PREMANA – Il Canadair è tornato a sorvolare dalle prime ore di questa mattina il versante sopra l’Alpe Caprecolo, proseguendo per tutta la mattinata con ripetuti lanci d’acqua sul fronte dell’incendio che sta infiammando i monti di Premana da svariati giorni. Dopo il massiccio intervento avviato ieri pomeriggio, il mezzo aereo pesante è stato nuovamente impiegato per raffreddare i focolai ancora presenti e impedire un’ulteriore ripresa delle fiamme.
L’incendio non può infatti dirsi ancora spento. Nella parte alta del versante sono tuttora visibili alcune fumaiole, segnale della presenza di materiale che continua a bruciare o a covare sotto la vegetazione.
Il Canadair aveva raggiunto Premana nel pomeriggio di ieri, mercoledì 29 luglio, entrando in servizio intorno alle 15.00 per rafforzare il dispositivo antincendio già attivo da diversi giorni. Il velivolo ha effettuato i rifornimenti nel Lago di Como, prelevando grandi quantità d’acqua da riversare sul versante interessato dal rogo.

L’intervento era diventato necessario dopo la nuova espansione registrata dal fuoco nella giornata di martedì. Le fiamme, che nelle ore pomeridiane avevano ripreso vigore anche a causa del caldo e del vento, erano scese verso il basso, avvicinandosi alle strade agro-silvo-pastorali. La principale preoccupazione era impedire all’incendio di superare la valle e raggiungere un versante molto più vasto e ricco di materiale vegetale combustibile.
Una nuova ordinanza per tutelare la sicurezza
Alla luce del permanere delle operazioni e delle valutazioni tecniche effettuate sul versante, nelle ultime ore la sindaca di Premana Elide Codega ha firmato una nuova ordinanza per disciplinare il transito lungo le strade di accesso alla Val Fraina e all’Alpe Caprecolo.
Il provvedimento, dispone la chiusura temporanea al traffico veicolare e pedonale del ramale che dalla strada agro-silvo-pastorale della Val Fraina conduce all’alpeggio di Caprecolo. La strada dovrà rimanere chiusa sino alla revoca dell’ordinanza e, dunque, fino a quando non saranno ripristinate condizioni di piena sicurezza.
Rimane inoltre vietato il transito, sia a piedi sia con veicoli, sulla strada agro-silvo-pastorale della Val Fraina, dall’Alpe Rasga in avanti, durante gli interventi di spegnimento dell’incendio. La limitazione è stata introdotta per evitare che escursionisti, residenti o mezzi non autorizzati possano interferire con le operazioni aeree e terrestri o entrare in un’area nella quale la situazione può ancora mutare rapidamente.

La relazione preliminare del geologo
Il Comune ha affidato al geologo Massimo Ceriani l’incarico di controllare le strade di accesso all’Alpe Fraina e all’Alpe Caprecolo, dopo che l’incendio aveva interessato la vegetazione del versante sovrastante la sede stradale. La relazione preliminare, trasmessa all’Amministrazione il 29 luglio, ha distinto le condizioni dei due collegamenti.
Secondo il tecnico, allo stato attuale non emergerebbero rischi di crollo sulla strada diretta all’Alpe Fraina, che può pertanto essere riaperta al passaggio pedonale e veicolare, salvo eventuali allargamenti dell’area interessata dall’incendio e fatta eccezione per i periodi nei quali sono in corso le operazioni di spegnimento.
Diversa la situazione del ramale che conduce all’Alpe Caprecolo, che dovrà invece rimanere chiuso fino al completo spegnimento del rogo. L’alpeggio può comunque essere raggiunto attraverso i sentieri esistenti, purché vengano rispettate le indicazioni e le limitazioni impartite dalle autorità.

Domani una nuova verifica sul versante
La situazione sarà nuovamente valutata domani pomeriggio, quando il geologo effettuerà un altro sopralluogo per verificare l’evoluzione delle condizioni del versante, delle strade e delle aree attraversate dal fuoco. Il controllo sarà decisivo per accertare l’eventuale presenza di materiale instabile, piante compromesse dalle fiamme o altri elementi capaci di rappresentare un pericolo per chi percorre le strade agro-silvo-pastorali.
La nuova ordinanza prevede alcune precise eccezioni. Potranno accedere alle aree interdette i mezzi di soccorso, le forze di polizia, il personale incaricato delle verifiche tecniche e degli interventi di messa in sicurezza, oltre agli operatori dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile e degli enti impegnati nelle operazioni di spegnimento, bonifica e monitoraggio. Il passaggio potrà essere consentito anche ad altri soggetti, ma soltanto in presenza di un’espressa autorizzazione rilasciata dal Comune.
Un versante che brucia da giorni
Nell’ordinanza il Comune indica nel 24 luglio la data di sviluppo dell’incendio boschivo nell’area sovrastante la strada della Val Fraina, riferendosi alla nuova e violenta ripresa del focolaio. Il rogo aveva però avuto origine già nei giorni precedenti nella zona sopra l’Alpe Caprecolo. Dopo una fase in cui sembrava essere sotto controllo, il fuoco era tornato a manifestarsi con una nuova colonna di fumo, costringendo alla chiusura precauzionale della strada agro-silvo-pastorale dall’Alpe Rasga.
La vegetazione bruciata e il calore accumulato nel terreno continuano a rendere complesse le operazioni. Anche quando le fiamme visibili diminuiscono, le braci possono rimanere attive sotto la superficie e tornare ad alimentare il rogo in presenza di vento, temperature elevate e materiale secco.
Per questa ragione il lavoro dei mezzi aerei non si limita allo spegnimento delle fiamme, ma punta a bagnare ripetutamente il terreno e le aree nelle quali persistono le fumaiole.
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