Inaugurati a Prà Baster i lavori per la realizzazione di una nuova pista di corsa

“Il ricordo di una persona che non c’è più deve essere la partenza per le nostre vite. Quando c’è il sole bisogna viverlo”

INTROBIO – “Il ricordo di una persona che non c’è più deve essere la partenza per le nostre vite. Quando c’è il sole bisogna viverlo”.

E proprio quel sole a cui ha fatto riferimento Attilio Artusi, fratello di Ezio, ha inondato questa mattina la spianata di Prà Baster dove, con un colpo di benna, si è realizzato il sogno di Ezio.

A un anno dalla scomparsa, prima la commemorazione al cimitero e poi tutto il paese di Introbio si è fermato per ricordare una persona speciale: un ricordo che si concretizza in una pista di corsa aperta a tutti.

“Un anello di 200 metri in tartan e un altro anello di 480 metri in terra battuta” ha spiegato Attilio Artusi.

I famigliari di Ezio, i compagni del Soccorso Alpino e del Soccorso Centro Valsassina, ripartono da qui e, questa mattina, la tristezza ha lasciato spazio alla gioia di una comunità unita capace di conservare nel cuore un bell’esempio e guardare al futuro.

Una ruspa, simbolo di un nuovo inizio, e tantissime divise colorate: accanto a quelle istituzionali, c’erano le maglie di numerosi gruppi sportivi della Valsassina.

E’ stato il campione di ciclismo Massimo Codol a sedersi sulla ruspa per inaugurare simbolicamente i lavori della nuova pista.

“Un anno fa la notizia della morte di Ezio creò un grande sconcerto nel paese – ha ricordato il sindaco Adriano Airoldi -. Lui e Giarletta erano volontari del Soccorso Alpino e con la loro opera hanno aiutato tante persone. I ragazzi che oggi sono qui a cimentarsi in una prova atletica sono fondamentali perché loro sono il futuro”.

Presente anche Luca Ravatti in rappresentanza di Norda, l’azienda grazie a cui la costruzione della pista è stata possibile: “Sono orgoglioso e felice di essere qui a rappresentare l’azienda in un momento tanto importante. Sono orgoglioso e felice che questa opera, che abbiamo intrapreso insieme, sia dedicata a una persona così cara”.

Don Marco Mauri ha impartito la benedizione, mentre la moglie e i famigliari di Artusi hanno scoperto la targa con la dedica. La cerimonia è stata animata dal coro Piccoli Cantori della Valsassina.

“Ezio si era reso disponibile per la progettazione di una pista di atletica e aveva presentato il progetto che, purtroppo, si era fermato a metà strada – ha detto il sindaco -. Un anno fa gli abbiamo fatto una promessa e ora eccoci qui. La vostra presenza, oggi, conferma che ciò che avevo nel cuore io, era nel cuore di tutti voi, vi ringrazio”.

In mezzo a tanti sorrisi sono iniziati i lavori per un’opera che sarà a disposizione di tutti. E i primi a cimentarsi nel 1° trofeo Prà Baster alla memoria di Ezio Artusi sono state proprio le giovani promesse della Valsassina.

Un saluto speciale ai piedi della Grignetta

La giornata in ricordo di Giovanni Giarletta ed Ezio Artusi si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi, sabato 16 febbraio, quando una settantina di persone, tra volontari del Soccorso Alpino e amici, sono saliti ai piedi della Grignetta, proprio dove esattamente un anno fa i due volontari hanno perso la vita.

Sul prato, in mezzo alla neve, davanti al canale dove è successa la tragedia, sono stati posati dei fiori mentre alcuni uomini del Soccorso Alpino sono saliti in quota e hanno accesso dei fumogeni. In cielo l’elicottero giallo del soccorso, un ultimo saluto accompagnato dalla promessa di non dimenticare mai due ragazzi fantastici.

GALLERIA FOTOGRAFICA