Beato Serafino: la canonica di Chiuso diventa un museo

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LECCO – La canonica di Chiuso si trasforma in museo dedicato a don Serafino Morazzone, dichiarato beato nel giugno del 2011, e sarà il cardinale Angelo Scola ad inaugurarlo. “E’ un progetto da atteso da tempo, praticamente dalla morte del beato che la gente del rione ha sempre considerato tale – spiega il parroco del rione, don Adriano Bertocchi – un progetto che è costato molta fatica e che finalmente prende vita”.

BEATO SERAFINO ITINEARIO MUSEO (11)La canonica è un luogo simbolico, non solo perché il “buon curato” ha trascorso l’intera vita sacerdotale (dal 1773 alla morte nel 1822), ma anche perché proprio in quelle stanze sarebbe ambientato l’incontro tra il cardinale Federico Borromeo e l’Innominato, narrato nei Promessi Sposi, e la sua conversione.

Un incontro raffigurato nell’affresco del pittore Casimiro Radice, realizzato nel 1871 nel locale centrale della canonica. Un’opera che è stata restaurata 10 anni fa insieme alla casa parrocchiale e che ora, con l’apertura del museo, sarà ammirabile da tutti i visitatori.

“In questo affresco si crea il rapporto più forte con la cultura e con gli avvenimenti romanzati nei Promessi Sposi così come il Manzoni ce li consegna – ha sottolineato don Bertocchi – un affresco recuperato recentemente e mentre lo si ripuliva sono emerse delle insospettabili decorazioni”.

Un forte legame quello tra il beato e Alessandro Manzoni, tanto che tra i due ci sarebbe stata una corrispondenza testimoniata da una lettera scritta da don Serafino e destinata al maestro milanese, conservata nella Biblioteca di Brera e riportata in copia in un pannello esposto nei locali dell’affresco, di fronte alla teca contenente oggetti appartenenti al curato di Chiuso.

“In una prima versione del romanzo, di cui abbiamo riportato letteralmente i brani con la calligrafia originale del Manzoni, traspare la figura del beato Serafino – rivela don Bertocchi – passaggi eliminati nella versione definitiva”.

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Esposte anche le litografie originali dei Promessi Sposi realizzate da Roberto Focosi intorno al 1830, donate alla parrocchia negli anni scorsi da Ugo Riva. L’itinerario museale, però, non si limita alla casa parrocchiale: l’intero rione, con i suoi vicoli caratteristici, sarà parte integrante del percorso per i visitatori, insieme alla vicina Chiesetta del Beato Serafino, dove è conservata l’urna del sacerdote e gli affreschi risalenti alla metà del Quattrocento e attribuiti a Pietro da Cemmo e ai fratelli Baschenis di Val Averara.

BEATO SERAFINO ITINEARIO MUSEO (4)“Un percorso pensato per diffondere la conoscenza del beato Serafino, legato anche alla letteratura e che valorizza il nostro territorio anche in vista di Expo e che sarebbe interessante sviluppare anche su Pescarenico, il rione di padre Cristoforo” ha sottolineato monsignor Franco Cecchin che ha accolto la stampa e l’assessore alla Cultura, Michele Tavola, per presentare il progetto.

Il tutto è stato reso possibile grazie all’impegno dell’associazione Amici del Beato Serafino Morazzone che ha da poco nominato il suo nuovo presidente, Gianluigi Daccò: “L’ipotesi –ha spiegato quest’ultimo –è quella in futuro di poter aderire al sistema museale della diocesi di Milano”.

L’inaugurazione avverrà il 18 maggio alle ore 16.30 alla presenza del cardinale Scola. Si tratta di una delle tre tappe del Palio del Beato Serafino di Chiuso, che si aprirà questo venerdì mattina con recita delle Lodi, nella Chiesa di Sant’Andrea a Maggianico, e bacio della Reliquia; alla sera la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Chiuso, celebrata dal Cardinale Francesco Coccopalmerio e al termine, processione fino alla Chiesa del Beato Serafino e Bacio della Reliquia. Infine la solenne processione prevista per la sera di domenica 25 maggio.

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