Dal 24 settembre all’8 ottobre tre conferenze all’Hangar Manzoni di Pescarenico
Anche due visite al Setificio Monti e al laboratorio di Bruno Biffi
LECCO – Non solo memoria, ma anche tecnologia, lavoro e innovazione. È questo il filo conduttore di “Fili d’acqua e d’ingegno: eredità vive del nostro territorio”, il ciclo di appuntamenti promosso dalla Delegazione FAI di Lecco, in collaborazione con il Comune di Lecco, per riscoprire un patrimonio di idee e conoscenze che continua a raccontare la storia del territorio lecchese.
Il percorso si svilupperà attraverso tre conferenze e due visite speciali, con l’obiettivo di guardare al passato attraverso le innovazioni che hanno inciso sullo sviluppo economico e sociale del territorio: dalla lavorazione della seta alle grandi opere idrauliche, fino alla storia della ferrovia e delle tecnologie legate alla mobilità.
A fare da cornice alle conferenze sarà l’Hangar Manzoni di Pescarenico, luogo profondamente legato all’acqua. Proprio l’Adda ha rappresentato nei secoli una risorsa per il territorio, contribuendo allo sviluppo di attività produttive, industria, energia e vie di comunicazione.
Il primo appuntamento è fissato per il 24 settembre alle 18.30 all’Hangar Manzoni e sarà dedicato all’industria della seta nel territorio lecchese, dalle origini al XX secolo. A intervenire saranno Barbara Cattaneo, conservatrice di SIMUL – Sistema Museale Lecchese, e l’architetto Marta Grimoldi, che si concentrerà sull’architettura del Setificio Monti.
La serata ripercorrerà la nascita e la diffusione dell’industria serica tra filande, setifici e innovazioni, per poi soffermarsi sul Setificio Monti, oggi Museo Civico di Abbadia Lariana. Un luogo nel quale architettura, tecnologia e memoria del lavoro costituiscono una delle testimonianze di archeologia industriale del territorio.
Il secondo incontro, in programma il 1° ottobre alle 18.30, sarà dedicato ad “Acqua: energia e trasporti”. Relatore sarà il professor Giuseppe Passoni, docente di Idraulica, Meccanica dei Fluidi e Ingegneria Navale al Politecnico di Milano. Al centro della conferenza ci saranno le grandi opere idrauliche che nel corso dei secoli hanno modificato il territorio e favorito lo sviluppo dei trasporti, dell’energia e delle attività produttive.
L’ultimo appuntamento con le conferenze sarà l’8 ottobre alle 18.30, ancora all’Hangar Manzoni, con “Quando il treno diventò elettrico. Viaggio tra storia ed architettura lungo la Lecco-Sondrio”. A raccontare questa pagina della storia ferroviaria sarà Alessandro Ghiglione, studente laureando del Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco.
Nel 1892 il collegamento ferroviario raggiunse Bellano partendo da Lecco e, due anni più tardi, la ferrovia arrivò in Valtellina. La svolta arrivò nel 1902, quando la Lecco-Sondrio divenne la prima ferrovia elettrificata al mondo. Ponti, opere ferroviarie e stazioni sono ancora oggi le testimonianze di quella stagione di innovazione.
A completare il programma saranno due visite speciali. La prima è in calendario il 26 settembre alle 10.30 al Setificio Monti di via Nazionale 107, ad Abbadia Lariana, sede del Museo Civico. La visita, organizzata con il patrocinio del Comune di Abbadia Lariana, permetterà di conoscere più da vicino l’antica fabbrica ottocentesca e i suoi ambienti e macchinari originali, legati alla lavorazione della seta.
Il secondo appuntamento sarà il 3 ottobre alle 10.30, in corso Martiri della Liberazione 178 a Lecco, con la visita al laboratorio dell’incisore Bruno Biffi. L’artista ha esplorato diverse tecniche, dall’acquaforte all’acquatinta, dalla maniera nera alla ceramolle. Nei suoi paesaggi, spesso ispirati all’Adda, il segno diventa strumento per raccontare luoghi e memoria.
La visita consentirà di entrare nel laboratorio e conoscere da vicino le tecniche dell’incisione, con una dimostrazione al torchio.
Al termine di ciascuna conferenza è previsto inoltre un aperitivo, pensato come momento conviviale per proseguire il confronto e la condivisione. Un percorso, dunque, che unisce storia, tecnologia e territorio e che invita a rileggere il patrimonio lecchese attraverso le intuizioni e le innovazioni che ne hanno accompagnato la trasformazione.
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