A Villa Manzoni si presenta “Il Menu dei Promessi Sposi”: letteratura e cucina si incontrano

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Villa Manzoni

Un’opera tra storia, arte e gastronomia esplora il legame tra Alessandro Manzoni e la cultura alimentare lombarda

La presentazione sarà giovedì 16 aprile a Villa Manzoni

LECCO – Sarà presentato giovedì 16 aprile alle ore 18, nella suggestiva cornice di Villa Manzoni, il volume “Il Menu dei Promessi Sposi”, edito da Correlazioni. L’iniziativa si inserisce nel programma di eventi promosso dal Si.M.U.L. e dal Comune di Lecco per celebrare la riapertura della storica dimora dopo un importante intervento di riqualificazione.

A guidare l’incontro sarà la giornalista Chiara Rosa Ratti, che modererà il dialogo con gli autori del volume. Tra questi Mauro Rossetto, direttore del Si.M.U.L. e curatore dell’opera, che nel libro approfondisce il ruolo di Alessandro Manzoni nella cultura enogastronomica lombarda, analizzando modelli alimentari e proponendo un repertorio dei cibi presenti nelle sue opere, oltre a un focus sul rapporto tra lo scrittore, la viticoltura e l’enologia.

Accanto a lui, Pierantonio Frare, docente all’Università Cattolica di Milano, evidenzia come nei testi manzoniani il tema del cibo sia strettamente legato alla rappresentazione della vita quotidiana delle classi più umili, tra fame, giustizia e sopravvivenza. Jone Riva offre invece uno sguardo sulla dimensione domestica, raccontando la cucina di Casa Manzoni e le abitudini alimentari della famiglia, mentre Anna Ranzi esplora sia le tradizioni della tavola nelle élite lombarde sia la rappresentazione artistica della cultura culinaria tra Seicento e Ottocento.

Il volume, di 192 pagine in italiano e inglese e corredato da oltre cento immagini, si propone come un contributo originale allo studio dell’attualità del pensiero manzoniano in un ambito ancora poco indagato. Attraverso le pagine de I promessi sposi emerge infatti un ricco patrimonio di riferimenti alla cultura materiale e alimentare, che si intreccia con lingua, arte e tradizioni del territorio.

Un tema oggi particolarmente attuale anche alla luce del recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale da parte dell’UNESCO, confermando il valore culturale del cibo non solo come espressione di gusto, ma anche come veicolo di identità e conoscenza.

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