Carlo Cottarelli a Leggermente: deficit, tasse e inflazione spiegati senza semplificazioni

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L’economista ospite della rassegna di Assocultura Confcommercio Lecco, ha presentato il libro “L’economia facile”; confronto su inflazione e politiche europee

Cottarelli: “Il deficit non è un dramma, ma sarebbe pericoloso superare il 3% sfidando l’Europa”

LECCO – Una serata dedicata all’economia resa semplice e comprensibile (ma mai banalizzata) grazie alla solida competenza ma anche alla capacità di farsi capire in modo chiaro ed efficace di un interlocutore come Carlo Cottarelli.

Il noto economista è stato ospite lunedì 27 aprile presso Palazzo del Commercio a Lecco di “Leggermente”, la manifestazione di promozione della lettura organizzata da Assocultura Confcommercio Lecco.
Al centro il libro “L’economia facile. Risposte semplici per capire il mondo” (Solferino), un saggio con 70 domande (e relative risposte) su argomenti vari (dalle tasse all’Unione Europea passando per la spesa pubblica o la geopolitica) e tanto di glossario finale.
 

Stimolato dalle domande del moderatore, il giornalista lecchese Gianluca Morassi, Cottarelli ha subito messo in chiaro la sua “visione” su temi di grande attualità: “Il deficititaliano? Non è un dramma, però sarebbe pericoloso andare da soli e superare il 3% sfidando l’Europa. Confermare il taglio delle accise sui carburanti? Costa tanto mantenerlo quindi occorre pensarci e valutare, perché c’è sempre qualcuno che paga. Tassare gli extra profitti? Solo in situazioni eccezionali, se no questa mossa spaventa chi vuole investire”.

Poi ha sottolineato: “Quando lo Stato si indebita in realtà chi sta pagando questo intervento? Ricordiamoci che 2/3 del deficit è in mano agli italiani. Non c’è mai un free lunch”. Sul possibile rischio stagflazione (ovvero stagnazione e inflazione insieme) ha spiegato: “Al momento mi pare improbabile che si crei questa situazione anomala, in cui l’economia non cresce e i prezzi vanno su. Non mi aspetto una severa recessione con questi prezzi del petrolio. E l’inflazione dall’1,5 può arrivare al 3% (nel 2022 siamo arrivati all’11%). Certo se la situazione peggiora e il barile va a 200 euro… tutto cambia”. 

Tanti i temi affrontati, dalle scelte che dovrebbe adottare la Bce (“Al momento, a mio avviso, non dovrebbe aumentare i tassi: ma è chiaro che esiste un conflitto tra falchi e colombe”) alla annosa questione relativa alla corruzione: “Noi abbiamo molte micro imprese e tanti lavoratori autonomi: questo comporta maggiore difficoltà nel recuperare gettito. E poi abbiamo un fisco complicato che rende più facile evadere. Poi ci sono condoni rottamazioni, saldo e stralcio, pace fiscale… Pessimista? No, anche perché ad esempio la fatturazione elettronica ha ridotto l’evasione Iva”. 

Molte le domande arrivate, per un ospite apprezzato e gradito da una platea interessata e partecipe. 

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