Dal Giappone a Madama Butterfly: Villa Monastero unisce mostra, lirica e inclusione

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giappone sul lago conferenza giugno 2026

La Provincia di Lecco ha presentato “Giappone sul lago” e “Opera diffusa”, due iniziative che coinvolgono scuole, realtà sociali e istituzioni culturali

Dal 22 giugno al 15 settembre saranno esposti il raro mobile Shibayama e i kimono della collezione Nancy Martin Stetson; a luglio andrà in scena Madama Butterfly

LECCO – Dal raro mobile Shibayama custodito a Villa Monastero nasce un percorso culturale che, tra mostra, opera lirica e coinvolgimento del territorio, porterà il Giappone sul lago di Como e farà di giovani e persone fragili i protagonisti di un progetto che punta a coniugare patrimonio, inclusione e comunità. Le iniziative “Giappone sul lago: il mobile Shibayama di Villa Monastero e i kimono della collezione Nancy Martin Stetson” e “Opera diffusa. Giovani, territorio e patrimonio lirico sul lago di Como” sono state presentate oggi, giovedì 18 giugno, nella sala consiliare della Provincia di Lecco.

Villa Monastero Varenna
Villa Monastero

A illustrare i due progetti sono stati la presidente della Provincia Alessandra Hofmann, la consigliera provinciale delegata alla Cultura Silvia Bosio e la conservatrice di Villa Monastero e coordinatrice del Sistema museale provinciale Anna Ranzi, affiancate dal musicologo Angelo Rusconi, responsabile artistico di “Opera diffusa: giovani, territorio e patrimonio lirico sul lago di Como”, e da Moritz Mantero, presidente del Gruppo Mantero, partner dell’iniziativa che ha messo a disposizione una selezione dei kimono della collezione Nancy Martin Stetson.

Alessandra Hofmann
Alessandra Hofmann

“Sono molto orgogliosa di presentare questo progetto. Il Giappone è un tema evocativo e tutto parte da un mobile conservato a Villa Monastero e dall’intuizione di Anna Ranzi – ha spiegato Hofmann -. Grazie alle trame costruite negli anni e alla collaborazione con il Gruppo Mantero sono arrivati i kimono. Da qui è nata l’idea di creare un filo conduttore e portare anche l’opera lirica sul lago“. Un percorso, ha aggiunto la presidente della Provincia, costruito non da un singolo soggetto ma da una comunità e pensato anche per i cittadini del territorio: “Villa Monastero è molto frequentata dai turisti, ma abbiamo voluto creare qualcosa anche per noi, per riscoprire e assaporare il nostro patrimonio. Musica, opera e bellezza sono per tutti: rappresentano uno strumento di educazione, socialità e ricerca del benessere”.

Anna Ranzi
Anna Ranzi

La prima tappa sarà la mostra “Giappone sul lago“, allestita a Villa Monastero dal 22 giugno al 15 settembre. L’esposizione nasce dalla valorizzazione delle collezioni della Casa Museo e ruota attorno al mobile Shibayama conservato nel Salottino orientale della villa. “Le nostre iniziative partono sempre dalla valorizzazione delle collezioni della Casa Museo – ha sottolineato Anna Ranzi -. Studiosi ci hanno confermato che si tratta di un oggetto raro e prezioso, nato come espositore di vasi e giunto a Villa Monastero con le raccolte dell’ultimo proprietario privato della dimora”. Realizzato probabilmente all’inizio del Novecento per una committenza europea, il mobile testimonia il fascino esercitato dall’arte nipponica dopo la riapertura del Giappone al mondo nella seconda metà dell’Ottocento.

Moritz Mantero
Moritz Mantero

Attorno a questo pezzo si sviluppa un percorso che comprende una selezione di 24 kimono e quattro obi provenienti dalla collezione Nancy Martin Stetson, messa a disposizione dal Gruppo Mantero, oltre a un kimono da bambino proveniente dal Museo della Seta di Como e ad altri materiali legati all’arte e alla cultura giapponese. La raccolta appartenuta alla collezionista americana comprende complessivamente 763 kimono e rappresenta una delle più importanti testimonianze della tradizione tessile del Paese del Sol Levante. “Un archivio deve emozionare, deve essere qualcosa di vivo – ha spiegato Moritz Mantero -. Nancy Stetson dedicò gran parte della propria vita a questa collezione e il suo desiderio era che rimanesse integra. Abbiamo scelto di rispettare questa volontà e sono felice di poter portare alcuni di questi kimono anche su questo ramo del lago”.

Dal dialogo tra Villa Monastero e la cultura giapponese prende forma anche “Opera diffusa. Giovani, territorio e patrimonio lirico sul lago di Como“, progetto che si svilupperà da aprile a dicembre 2026 coinvolgendo Villa Monastero, il liceo scientifico e musicale “G.B. Grassi”, l’Istituto superiore Grafica Moda Design, il Monastero di Santa Maria del Lavello di Calolziocorte e la Casa di Quartiere LaorcaLab. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio musicale legato alla Scapigliatura lombarda e alle figure di Antonio Ghislanzoni e Giacomo Puccini. Villa Monastero custodisce inoltre un fondo di oltre 300 lettere originali riconducibili alla Scapigliatura, che costituisce la base per percorsi culturali e attività di divulgazione rivolte a un pubblico ampio ed eterogeneo.

Cuore del progetto sarà la rappresentazione di Madama Butterfly di Giacomo Puccini, in programma a Villa Monastero il 16, 20 e 21 luglio alle 21. Lo spettacolo sarà proposto nella versione per piccola orchestra firmata da Carlo Boccadoro, con la direzione di Luca Ballabio e la regia di Lisa Nava. Sul palco saliranno il soprano Francesca Manzo nel ruolo di Cio-Cio-San, il tenore Marco Miglietta, il mezzosoprano Dyana Bovolo e il baritono Tong Liu, con la partecipazione di Ancilla Oggioni come voce narrante. A eseguire la partitura sarà l’Orchestra Filarmonica “Ettore Pozzoli”. I biglietti non sono ancora in vendita e saranno acquistabili prossimamente esclusivamente online.

Angelo Rusconi
Angelo Rusconi

“Abbiamo raccolto con entusiasmo la sfida di dimostrare che anche in spazi non tradizionalmente destinati all’opera è possibile mantenere un elevato livello qualitativo – ha evidenziato Angelo Rusconi -. Madama Butterfly è uno dei grandi capolavori del melodramma italiano e Villa Monastero meritava un progetto all’altezza della sua bellezza. I capolavori del passato continuano a parlare anche all’uomo di oggi e uno dei luoghi più belli del mondo meritava un evento eccezionale”.

Particolare attenzione è riservata al coinvolgimento delle nuove generazioni e all’inclusione sociale. Gli studenti del liceo Grassi saranno impegnati nell’accoglienza e nella mediazione culturale, mentre quelli dell’Istituto Grafica Moda Design realizzeranno i costumi. Collaborano inoltre il Centro per la famiglia LaorcaLab e l’impresa sociale Girasole.

Silvia Bosio
Silvia Bosio

“Questo progetto non è per i giovani e per le persone con fragilità, ma con loro – ha sottolineato Silvia Bosio -. Gli studenti non saranno semplici spettatori, ma protagonisti. Cultura e musica entrano nei luoghi di vita per creare relazioni, comunità e incontro. Non si tratta di aprire la porta a chi sta fuori, ma di costruire la stanza insieme, fin dalle fondamenta. Tutto questo significa competenze acquisite, relazioni che nascono e barriere che cadono. La nostra scommessa è dimostrare che la lirica non è un linguaggio d’élite del passato, ma uno strumento di welfare culturale capace di creare comunità, coinvolgere i giovani e includere chi rischia di restare ai margini”.

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