Inaugurata la mostra sugli 80 anni del voto alle donne con Livia Turco: percorso tra storia e Costituzione

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L’esposizione a Palazzo Bovara è visitabile dal 17 aprile al 2 giugno con ingresso libero

“I diritti conquistati non sono mai per sempre e vanno difesi ogni giorno”

LECCO – Una conquista da ricordare, ma soprattutto da tenere viva nel presente. È dedicata agli 80 anni dal voto alle donne la mostra “La voce delle donne entra nella storia”, allestita nel cortile di Palazzo Bovara a Lecco e inaugurata giovedì 16 aprile con la partecipazione di autorità, amministratrici del territorio e di Livia Turco, già ministro della Salute e presidente della Fondazione Nilde Iotti.

Promossa dal Fondo Carla Zanetti e da UDI Lecco in collaborazione con il Comune e il Sistema Museale Urbano Lecchese e Assocultura Confcommercio Lecco, l’esposizione ripercorre il cammino che ha portato le donne a entrare nella vita democratica del Paese: dalle condizioni del primo Novecento al ruolo nella Resistenza, fino al voto del 1946, alla nascita della Repubblica e al contributo delle Madri Costituenti, per arrivare alle trasformazioni del secondo dopoguerra e alla partecipazione alla vita pubblica locale. La mostra è visitabile dal 17 aprile al 2 giugno con ingresso libero.

Barbara Cattaneo

A sottolineare il valore culturale dell’iniziativa è stata Barbara Cattaneo, Conservatore onorario delle Collezioni d’Arte del Sistema museale lecchese: “Non è una mostra di oggetti, ma di fonti storiche e testimonianze, pensata per raccontare in modo accessibile la storia delle donne che hanno lottato per il diritto di voto”. Un lavoro costruito su ricerca archivistica e memoria orale, con l’obiettivo di trasmettere conoscenza senza appesantire il racconto, restituendo anche il contributo del territorio lecchese, a partire dal ruolo delle donne nella Resistenza.

Lucia Codurelli

Un richiamo forte all’attualità è arrivato da Lucia Codurelli, anima del Fondo Carla Zanetti e ideatrice del progetto: “I diritti conquistati non sono mai per sempre e vanno difesi ogni giorno”. Codurelli ha ricordato come il problema culturale della violenza di genere sia ancora radicato e come la mostra nasca anche dal desiderio di custodire e rendere vive le conquiste ottenute, in particolare per le nuove generazioni.

Raffaella Cerrato

Sulla stessa linea Raffaella Cerrato, per UDI Lecco, che ha evidenziato il valore collettivo del progetto: “Questa mostra parla di noi, di chi c’era, di chi c’è e di chi ci sarà. Deve essere uno strumento anche per i nostri figli e nipoti”. Un’iniziativa costruita attraverso una rete condivisa e collocata nel Palazzo comunale proprio per ribadire il legame tra diritti e vita quotidiana della comunità.

Livia Turco

Nel suo intervento, Livia Turco ha allargato lo sguardo al presente: “Viviamo in un tempo buio, in cui il valore della vita umana rischia di essere smarrito e tutto sembra contare più della persona. Il rischio più grande è quello di abituarsi, di non accorgersene più: per questo è fondamentale non assuefarsi e continuare a tenere viva la consapevolezza. Riscoprire la Costituzione e il principio della dignità della persona diventa allora essenziale, perché è lì che troviamo un riferimento per orientarci e per costruire una società più umana, fondata sulle relazioni tra le persone”. Un richiamo a non assuefarsi e a mantenere viva la memoria come strumento per costruire una società più umana.

Il percorso espositivo si conclude con un omaggio alle donne del territorio che hanno contribuito alla vita pubblica, un racconto che unisce memoria storica e presente.

Al termine dell’inaugurazione, Livia Turco ha presentato anche il libro “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”, a cura della Fondazione Nilde Iotti, presso la sede di Confcommercio Lecco, nell’ambito della rassegna Leggermente.