L’esposizione fotografica sarà ospitata all’Airoldi e Muzzi e alla Borsieri a Lecco, a Villa de Cedri a Merate e alla casa di riposo di Viganò
In mostra ritratti intensi e autentici di alcuni ospiti delle Rsa del territorio
LECCO – Si intitola “La vita ancora. Dittici.” il progetto itinerante realizzato dal fotografo Gian Maria Zapelli che, attraverso la Fondazione Comunitaria del Lecchese, ha coinvolto le sette RSA del progetto “RSA, dove le generazioni si incontrano”.
Quattro le inaugurazioni in programma di questa mostra, che ha visto Zapelli, classe 1960, una laurea in filosofia e una successiva formazione in psicologia, indirizzo clinico, impegnato per alcuni mesi a incontrare e dialogare con alcuni ospiti delle sette RSA del progetto, decidendo insieme a ciascuno di loro con quale oggetto particolarmente significativo volessero essere fotografati. Ne sono scaturiti dei ritratti estremamente intensi e fortemente identitari, che l’obiettivo della Leica Q4 con obiettivo fisso di Gian Maria Zappelli ha saputo interpretare con grande capacità.
La prima inaugurazione è in programma martedì 8 settembre alle 18 agli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco mentre giovedì 24 settembre alle 18 la mostra farà tappa a Villa dei Cedri a Merate. Nuovo appuntamento nel capoluogo manzoniano martedì 13 ottobre alle 18 alla Rsa Borsieri Colombo mentre martedì 10 novembre la Casa di Riposo Fondazione Fratelli E.e A. Nobili di Viganò ospiterà l’ultimo allestimento della mostra con taglio del nastro sempre alle 18.
In ciascuna delle sedi la mostra è aperta al pubblico per i 15 giorni successivi alla data di inaugurazione, dalle 9 alle 18.
Questo lavoro, in cui Zappelli ha investito tempo ed energie per conoscere la realtà delle case di riposo, di chi vi risiede e vi opera, restituisce, anche attraverso la fotografia, una immagine di RSA non solo come luogo di cura riservata agli anziani non autosufficienti, che “nell’immaginario collettivo ricorre come spazio di transito impoverito e mesto”, ma, per usare le stesse parole del fotografo, come luogo che è “ancora di vita possibile”; dove si può sperimentare una “esistenza che diventa essenziale e che sa condividere sorrisi, scoperte, curiosità e cura dei ricordi.”
Il progetto, particolarmente apprezzato dagli ospiti che vi hanno partecipato, si inserisce molto bene tra gli obiettivi del progetto “RSA, dove le generazioni si incontrano”, progetto che, nel corso dei suoi due anni di vita, si è allargato ad altre 8 strutture della Provincia di Lecco e sta proseguendo con l’intento ambizioso di scommettere sulla possibilità che le “RSA non siano solo posti segregati, riservati agli anziani non autosufficienti nella fase terminale dell’esistenza, ma luoghi di vita e di riferimento per tutti”.
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