Leggermente. Iva Zanicchi conquista Lecco a suon di risate e ricette

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In tanti all’incontro con l’autrice di “Quel profumo di brodo caldo”

Nel libro Zanicchi rivive il suo amore per il cibo e la musica

LECCO – Un pomeriggio all’insegna della risata e dell’allegria in compagnia di Iva Zanicchi, ospite d’eccezione oggi, sabato 28 marzo, di Leggermente 2026, per presentare il suo ultimo libro “Quel profumo di brodo caldo“.  Gremita la sala di Palazzo del Commercio di Lecco per l’incontro moderato dalla giornalista Chiara Ratti.

Tra una barzelletta e un aneddoto del suo passato, l’autrice ha raccontato come è nato il suo rapporto col cibo rivivendo in primis il rapporto con i genitori: “Mio padre, quando sono nata dopo due sorelle, voleva un maschio, poi però sono nata io. Forse poco amata ho puntato tutto sul cibo. Con mia madre ho avuto un rapporto speciale d’amore, semplicemente la adoravo. C’è stato un episodio divertente quando avevo due anni: non smettevo di piangere, staccata dal seno, allora per placare la fame una zia mi ha preparato il pan cotto, anche se solitamente non si dà ai bambini piccoli, dopo averlo mangiato ero felice come una Pasqua”.

ll racconto è continuato con altri ricordi: “Durante l’adolescenza c’è stato un altro episodio divertente sempre legato al cibo. Era stata scelta dal ragazzo più bello di Reggio Emilia per uscire e andammo nel bar più bello della cittò. Non sapevo cosa prendere… Allora scelsi un caffè invece che l’erbazzone per fare la fine. Mi andò di traverso allora tossiì, sputai e addirittura scorreggiai, per la vergogna tornai a casa piangendo. Allora ero timida e quel ragazzo nonostante l’episodio mi cercò ancora, io però non lo volli più vedere”.

Oltre al rapporto col cibo la tre volte vincitrice di Sanremo ha parlato anche del grande rapporto con la musica, nato per merito di un prete e cresciuto sin da subito tra le mura domestiche per merito della televisione: “Mia mamma andava matta per Milva. Avevo visto il festival di Sanremo per la prima volta e dopo che fu proclamato il vincitore, mi alzai sulla sedia e dissi che un giorno l’avrei vinto anche io! Un altro tassello che mi indirizzò sulla via della musica fu quando in paese venne Ermanno Olmi per mettere in scena uno spettacolo. Vedendolo sul palcoscenico ho realizzato che quella sarebbe stata la mia strada”.

Zanicchi ha raccontato anche dei rapporti con le colleghe cantanti: “Quando entrai nella casa discografica, la stessa di Mina, lei era già una star con una voce inarrivabile. Con la Vanoni invece eravamo amiche. Ornella era una persona senza peli sulla lingua ed stata una grandissima interprete della musica italiana. Poi c’è una certa Iva Zanicchi che ha un po’ di uno e dell’altra”.

Iva Zanicchi nella sua vita, mossa dalla curiosità, ha fatto di tutto: cantante, attrice, presentatrice e scrittrice e non ha rimpianti: “La musica è stato l’amore della mia vita, in televisione mi sono divertita tantissimo e ho scritto ben cinque libri. Ho fatto anche politica che in sé è buona, poi però ci sono i politici che rovinano tutto. L’unica cosa che vorrei ancora fare e una soap basata sul mio libro. Poi a dispetto di chi dice che dopo gli ottanta anni non si può far più niente io ho ancora voglia di scrivere ancora: vorrei raccontare la storia dei miei due nonni Antonio e Adamo”.

L’autrice ha parlato del mondo dello spettacolo: “I talent illudano i giovani: dopo il boom spariscono. Poi forse quelli che escono dalla televisione oggi sono un po’ tutti omologati. Noi italiani abbiamo il privilegio unico della melodia e dovremo esserne padroni senza copiare dagli altri paesi”.

Infine, l’autrice ha concluso con un consiglio per il menù di Pasqua in avvicinamento: “È una festa meravigliosa da passare in famiglia. Per me le ricette che non devono mai mancare sulla tavola in un giorno così sono sicuramente il mio amato erbazzone e i cappelletti in brodo”.