Numerosi iscritti hanno partecipato all’appuntamento organizzato dall’associazione “Cantici di Libertà” nella storica dimora di Castello
Al termine dell’esibizione i presenti hanno visitato il giardino e la corte rustica di Domo con i volontari dell’Associazione Bovara e di Officina Gerenzone
LECCO – Un concerto pianistico tra musica, storia e memoria letteraria in uno dei luoghi più suggestivi del territorio lecchese. Lo scorso sabato numerosi iscritti hanno partecipato all’iniziativa promossa dall’associazione “Cantici di Libertà” nella storica Villa Brini, già Manzoni e Arrigoni, nel rione di Castello.

Accolti dagli attuali proprietari, discendenti di Francesco Brini, il filatoiere originario di Chiuso che acquistò la villa nel 1836, i partecipanti hanno preso posto in una delle sale frequentate da Alessandro Manzoni durante l’infanzia, quando era ospite della zia materna Emilia Manzoni e del marito Massimiliano Manzoni, allora proprietari del complesso.

In questo contesto ricco di richiami storici e letterari, il maestro Andrea Cantù ha proposto al pianoforte un programma caratterizzato da brani di forte impatto emotivo, dai “Quadri di un’esposizione” di Musorgskij fino alle trasposizioni virtuosistiche dell’“Aida” e del “Rigoletto”.
Al termine del concerto, i presenti hanno avuto l’opportunità di visitare il giardino della villa accompagnati dai volontari dell’Associazione Bovara e di Officina Gerenzone, che hanno illustrato la storia della dimora, fondata alla fine del Cinquecento dai notai Arrigoni, e della vicina corte rustica di Domo.

Nell’area convivono edifici di origine cinquecentesca, in parte ristrutturati all’inizio dell’Ottocento dall’ingegnere Giuseppe Bovara per ospitare uno dei filatoi gestiti dalla famiglia Brini.
L’iniziativa ha offerto ai partecipanti l’occasione di riscoprire un angolo del territorio lecchese legato alla storia di Alessandro Manzoni e a un paesaggio che lo scrittore era solito definire “uno dei più belli del mondo”.

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