L’appuntamento, intitolato “Olimpiadi e Paraolimpiadi: senso, territorio e statistiche”, si è svolto sabato 14 marzo alle ore 16 nella sala conferenze di piazza Garibaldi e ha visto dialogare il professor Paolo Corvo, curatore del libro “Dentro le Olimpiadi e le Paraolimpiadi Milano Cortina 2026”, e il lecchese Gianni Menicatti, autore del volume “Lecco olimpica 1920-2026. La storia e gli atleti del territorio lecchese”. A guidare il confronto è stato don Walter Magnoni, parroco della Comunità Beata Vergine di Lourdes di Lecco (Acquate, Bonacina e Olate), che con domande e riflessioni ha stimolato il dialogo tra i due relatori.

Nel suo intervento Corvo ha illustrato l’idea alla base dell’instant book dedicato ai Giochi, soffermandosi soprattutto sul valore simbolico delle Olimpiadi. “L’idea che i giovani di tutto il mondo abbiamo insieme gareggiato accettando le regole è un fatto straordinario perché mostra che un altro mondo è possibile. Milano-Cortina 2026 sono state una straordinaria occasione di incontro”, ha spiegato.
Gianni Menicatti ha invece ripercorso alcuni episodi della storia olimpica legata al territorio lecchese, una pagina spesso poco conosciuta anche a livello locale. “Lecco è la quinta provincia in Italia come medagliati in rapporto alla popolazione. Sono 65 i lecchesi che hanno partecipato alle Olimpiadi con 13 medaglie d’oro. Così come importante è l’export di tecnici e di aziende produttrici”, ha ricordato, sottolineando il contributo significativo che il territorio ha dato al movimento olimpico.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche dell’impatto dei grandi eventi sportivi. “Complessivamente l’accoglienza è stata positiva sia per atleti che turisti, però è evidente che la percezione ‘nazionalep può essere diversa – ha evidenziato Corvo – l’Italia è stata capace di dare risposte importanti e siamo stati d’esempio. Però è evidente che abbiamo bisogno di superare la dicotomia tra overtourism e turismo d’élite”.

Menicatti ha poi ricordato le dieci donne lecchesi che hanno preso parte alle Olimpiadi, tracciando un percorso che parte da Liliana Tagliaferri e arriva fino a Jennifer Isacco, unica atleta lecchese a conquistare una medaglia olimpica femminile, passando per Lucia Micheli e per le più recenti partecipazioni di Beatrice Colli e Giorgia Pelacchi nel 2024.
Tra i temi affrontati anche il ruolo delle Paraolimpiadi. Proprio su questo punto Corvo ha proposto una riflessione sul futuro dei Giochi, sostenendo la necessità di considerare Olimpiadi e Paraolimpiadi come un unico grande evento sportivo, capace di valorizzare pienamente tutte le dimensioni dello sport e dell’inclusione.