Paolo Mieli a Lecco per la rassegna Libri Liberi: “Il vero prezzo della pace è rinunciare all’impazienza”

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libri liberi 6 maggio 2026

Al Teatro della Società il confronto con Simone Spetia nell’ambito della rassegna di Confindustria Lecco Sondrio

Davanti a un pubblico numeroso Paolo Mieli ha riflettuto sul significato della pace, sui conflitti contemporanei e sulla crisi dell’Occidente

LECCO – “Qual è il prezzo della pace”? È con questa domanda, diretta ma densa di implicazioni, che il giornalista del Sole 24 Ore Simone Spetia si è rivolto a Paolo Mieli, in apertura del dibattito che si è tenuto oggi, mercoledì 6 maggio, al Teatro della società, nell’ambito della rassegna culturale Libri Liberi organizzata da Confindustria Lecco Sondrio.

libri liberi 6 maggio 2026

Mieli, giornalista e storico, già direttore del Corriere della Sera e presidente di RCS Libri, ha risposto con la spontaneità di uno studioso che si è interfacciato, negli anni, alla complessità di un panorama geopolitico in costante divenire, “ma che vede situazioni analoghe riproporsi in forme rinnovate”: “Il vero prezzo della pace è rinunciare all’impazienza e accettare che per costruirla serve mettere un mattone alla volta, giorno dopo giorno, perché ci vogliono cinque minuti per iniziare una guerra, ma per farla finire ci vuole lentezza. I veri nemici della pace non sono i guerrafondai, ma gli impazienti, e i veri pacifisti sono coloro che hanno costanza nel dare piccoli contributi che al momento non si vedono”.

Con questo spirito ottimistico ma realista, e con una prospettiva tanto nazionale quanto globale, Spetia e Mieli hanno affrontato, alla presenza di un pubblico numeroso e coinvolto e dei rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni e il prefetto Paolo Ponta, i grandi temi che da sempre arrovellano l’umanità, e che non smettono di segnarla: le guerre, il potere, la difficoltà di credere in una pace che sembra irrealizzabile.

Marco Campanari
Marco Campanari

Ad aprire la serata è stato Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco Sondrio, che ha ricordato la vocazione della rassegna, nata come invito a vivere i libri “non come oggetti da abbandonare sugli scaffali, ma strumenti potenti per comprendere il passato ed interpretare il presente”, e che, rifacendosi all’ultimo libro di Mieli, “Il prezzo della pace. Quando finisce una guerra”, edito nel 2025 da Rizzoli, ha sottolineato l’attualità degli argomenti trattati e l’importanza di chiedersi “che cosa sia la pace oggi, in un mondo dove iniziare una guerra sembra più facile che finirla, e dove l’equilibrio che pone fine al caos è sempre precario, rendendo il conflitto la nostra nuova apparente normalità”.

Il dibattito, moderato con abilità dal giornalista del Sole 24 Ore e animato dalla brillantezza delle parole di Mieli, ha spaziato dal conflitto israelo-palestinese, alla guerra in Ucraina, fino alle controverse figure dei potenti dei nostri giorni, come Giorgia Meloni e soprattutto Donald Trump, “con cui, chi lo sa, magari la nostra imprevedibile storia un giorno sarà generosa, come ha già fatto in passato con altri prima di lui”.

Paolo Mieli
Paolo Mieli

Ciò che è emerso è soprattutto la speranza in un Occidente che, contrariamente ad ogni previsione, non è ancora morto, “come ha dimostrato durante la pandemia, quando eravamo tutti nudi e al punto di partenza, senza garanzie di ripresa, ma ci siamo ripresi”.

Chiara la posizione di Mieli: “Stiamo piangendo troppo sulla fine della nostra società occidentale. È ancora vitale, civile, talvolta piena di gentilezza. Diamoci tempo prima di dare per morta la città in cui viviamo.”

Parole di scetticismo sono emerse anche riguardo alla presunta, e più volte decantata, fine dell’Europa: “Le guerre che hanno coinvolto il mondo intero sono state in realtà più delle due che ricordiamo. Ciò che ne è emerso, alla fine, è un paese come l’Europa, dove, tutto sommato, abbiamo potuto vivere in pace e prosperità anche più del dovuto. Di fronte alle difficoltà del mondo e dell’Europa stessa – che prima della Guerra in Ucraina è stata dilaniata dai conflitti nella ex Jugoslavia, troppo spesso dimenticati – dobbiamo innanzitutto coltivare l’umiltà di riconoscere la nostra fortuna: siamo persone privilegiate che hanno un passato fatto soprattutto di bei ricordi”.

Simone Spetia
Simone Spetia

Grazie allo stimolo di Spetia, che ha sottolineato come “nel mondo, le medesime tematiche sembrino ripresentarsi di continuo in attesa di essere risolte”, Paolo Mieli ha lanciato un appello alla complessità, forse il vero messaggio del suo libro e il modo più verosimile di raggiungere una qualche forma di pace: “Evitiamo le semplificazioni, impariamo a pensare in modo comparativo, considerando tutto ciò che sappiamo, ma anche e soprattutto le incognite.”

Nessuna illusione sulla risoluzione di tutti conflitti, quindi, che rimane un miraggio sopravvissuto alla storia, tramandato da una generazione all’altra e purtroppo ancora lontano.

libri liberi 6 maggio 2026

Il vero messaggio emerso dalla serata, dal valore più concreto e quotidiano, è invece lo stimolo a tenersi a distanza da ogni esagerazione e coltivare più di tutto la pazienza, per tenere quella pace, se non altro, a portata di sguardo.

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