San Giovanni, mobilitazione per il restauro della tela Madonna Nera di Loreto

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Restano da raccogliere 6.200 euro per sostenere le spese di restauro

In tantissimi alla presentazione del progetto sabato nella chiesa di Varigione

LECCO – Sabato scorso si è tenuta, in una gremitissima chiesa di Varigione e al termine del Rosario legato alla festa di quel luogo (culminata nella processione domenicale), la presentazione del progetto di restauro della tela raffigurante la Madonna Nera di Loreto. Risalente alla seconda metà del Seicento, l’opera è oggi collocata in una nicchia laterale della navata ma in origine e fino agli anni Sessanta del Novecento fungeva da pala d’altare, come testimoniano anche foto di quel periodo.

Il progetto è stato introdotto dal musicologo Angelo Rusconi, presidente della Banda Giuseppe Verdi di San Giovanni che con la “tappa” di Varigione ha concluso la riuscitissima iniziativa “Frazioni di musica”. che ha visto la banda stessa animare nelle scorse settimane la frazione Cereda (con l’apertura della casa e del giardino appartenuti alla poetessa Francesca Manzoni) nonché il chiostro e la chiesa dell’ex monastero di Arlenico con una vicina, splendida cascina. La folta partecipazione a questi eventi ha confermato l’interesse dei cittadini lecchesi – e non solo – verso luoghi che creano “ponte” con una identità culturale che ha ancora molto da trasmettere e offrire, anche solo in termini di bellezza.

A seguire l’Associazione Giuseppe Bovara ha presentato il progetto vero e proprio. Dopo l’esperienza felicemente conclusa lo scorso anno per il progetto di restauro della tela dell’Adorazione dei Pastori di Maggianico (il lavoro, quasi concluso, verrà presentato in autunno), si è deciso stavolta di coinvolgere la comunità di S. Giovanni proponendo il recupero di tre importanti opere che “raccontano” la società e la fede della popolazione nel secondo Seicento: due ritratti di parroci di quel periodo (Giovanni Battista Cattaneo Torriani e Bernardo Tartari), dei quali si è già parlato in occasione della festa di San Giovanni; e, appunto, il quadro della Madonna Nera di Varigione.

La “voce popolare” ascrive il quadro a una donazione che sarebbe stata fatta a metà Settecento da un “nobile veneziano”, da sempre identificato in Luigi Giusti (in effetti oriundo veneziano e marito della poetessa Francesca Manzoni). Potrebbe comunque esservi un’altra ipotesi legata al mercante di ferro Giovanni Battista Valsoni (o Gualzoni). Nativo di Varigione e ultimo esponente con il fratello Carlo di importante dinastia di commercianti metallurgici, Giovanni Battista si trasferì nel primo Settecento a Venezia dove accumulò ingente fortuna, culminata nell’acquisto di una tenuta con villa a Gardigiano, frazione di Scorzè. Morendo nel 1745, dispose enorme lascito a favore della Confraternita del Rosario (che aveva sede in Varigione); il forte legame della famiglia Valsoni con la chiesetta (peraltro avevano donato loro il terreno che aveva consentito l’ampliamento della navata a inizio Seicento) chiamerebbe il loro legame con il quadro della Madonna Nera di Loreto. Tutte queste ipotesi verranno comunque verificate nel corso dell’intervento di restauro.

La tela, molto interessante anche perché documenta l’iconografia secentesca della Madonna Nera (abbastanza rara nel territorio lecchese ma con interessanti e notevoli esempi a Galbiate e a Fiumelatte, dove sono ancora venerate statue di Madonne di Loreto ascrivibili sempre al XVII secolo), necessita di intervento conservativo.

L’Associazione Bovara, insieme a diverse realtà locali che hanno a cuore la tutela del patrimonio d’arte cittadino, ha quindi promosso il restauro dell’opera che, insieme agli altri due ritratti, comporterà una spesa lorda di 14.400 euro. Il progetto ha vinto il bando di tutela delle opere d’arte promosso da Fondazione Comunitaria del Lecchese e pertanto metà importo è già coperto. Sono inoltre stati già versati 1000 euro provenienti da raccolte fondi effettuate durante recenti iniziative culturali. Restano da raccogliere 6.200 euro e lo si farà da settembre con iniziative, gite, eventi e ovviamente donazioni private (chi offrirà più di 500 euro potrà dedicare il restauro della Madonna Nera a un proprio caro).

E’ stata lanciata in tal senso una simpatica e divertente “sfida” campanilistica: per il restauro del quadro di Maggianico la stessa cifra è stata raccolta in circa quattro mesi. Ora sta alla comunità di San Giovanni attivarsi per cercare di eguagliare o, meglio ancora, di “battere” questo primato dei concittadini maggianichesi. Il guanto (o meglio, il quadro) di sfida è stato lanciato!

Chi vorrà diventare protagonista di questa “avventura” può versare la propria libera offerta mediante bonifico ai seguenti riferimenti:

Fondazione Lecchese Ente Filantropico

Conto corrente  Intesa Sanpaolo – IBAN: IT28 Z030 6909 6061 0000 0003 286

Causale – 2026.0155 Fede e volti secolari a San Giovanni e a Varigione

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