Teatro della Società, Popolizio dirige Orsini in “Prima del temporale”

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Prima del temporale lecco 2026

Sabato 21 e domenica 22 marzo lo spettacolo che racconta il mestiere dell’attore e la memoria del teatro italiano

Sul palco il ritratto di Umberto Orsini e di settant’anni di storia teatrale

LECCO – L’incontro tra due protagonisti della scena italiana arriva al Teatro della Società di Lecco con lo spettacolo “Prima del temporale”, diretto da Massimo Popolizio e interpretato da Umberto Orsini, in programma sabato 21 e domenica 22 marzo alle ore 21.

Lo spettacolo propone una riflessione sul mestiere dell’attore e un viaggio nella memoria del teatro. Al centro della scena c’è un vecchio attore che, nella mezz’ora che lo separa dall’ingresso sul palco per interpretare il protagonista nel “Temporale” di Strindberg, rivive alcuni momenti della propria vita. I ricordi si susseguono uno dopo l’altro e la sua biografia finisce per intrecciarsi con la storia del teatro e con quella del Paese.

Prima del temporale lecco 2026
Foto di Claudia Pajewski

La regia di Massimo Popolizio esplora la vita e l’arte di Umberto Orsini, cercando di restituire un ritratto umano e intenso dell’attore. Incontri, amicizie, passioni e amori ripercorrono la storia di un ragazzo italiano che negli anni Cinquanta lascia la provincia con pochi soldi per raggiungere Roma con il sogno di entrare all’Accademia d’Arte Drammatica.

“Il titolo ‘Prima del temporale’ testimonia un progetto che da tempo avevo in mente: allestire ‘Temporale’ di Strindberg con la regia di Massimo e nove interpreti, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid – afferma Orsini –. Massimo allora mi ha spinto a raccontare la mia vita, prendendo spunto dal mio libro ‘Sold out’, ma riflettendo anche su episodi che in parte non sono nel libro, raccontandomi e dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale, la sarta di compagnia e un addetto del teatro”.

Il lavoro firmato da Popolizio e Orsini attraversa così la memoria individuale per restituire al pubblico il senso di una lunga storia di teatro italiano, lunga oltre settant’anni.