“Trafilieri e partigiani”, a Rancio la memoria operaia e antifascista rivive in un libro

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Presentato al Circolo Libero Pensiero il volume di Michele Piatti, frutto della collaborazione tra SPI CGIL Lecco e il Circolo stesso

Un racconto tra trafilerie, Resistenza e storia del quartiere

LECCO – La memoria operaia e antifascista del rione di Rancio torna a vivere in un libro. Lunedì 15 giugno il Circolo Libero Pensiero ha ospitato la presentazione di “Trafilieri e partigiani”, il volume firmato dal giovane autore lecchese Michele Piatti, nato dalla collaborazione tra lo SPI CGIL Lecco e il Circolo stesso.

L’opera, presentata in occasione di una serata accompagnata dalle musiche di Luca Pedeferri e dalla voce di Agnese Poli, intreccia due tradizioni profondamente radicate nel tessuto sociale lecchese: quella delle trafilerie e del mondo operaio e quella della Resistenza antifascista.

“L’intenzione era soprattutto ricordare da dove veniamo per capire meglio come andare avanti”, ha spiegato l’autore durante l’incontro, sottolineando il valore storico del Circolo Libero Pensiero per il quartiere e per l’intera città di Lecco.

Il volume, realizzato con il contributo dei volontari del Circolo, ricostruisce anche il ruolo sociale svolto dal “Libero” sin dalla sua nascita nel periodo fascista e poi nella rinascita del dopoguerra: un luogo di aggregazione e solidarietà che andava oltre la dimensione culturale, grazie a servizi e iniziative a sostegno della comunità.

Tra le pagine emergono anche episodi e testimonianze significative della storia lecchese, come quella del giovane Pio Galli, futuro segretario della Camera del Lavoro di Lecco e della Fiom nazionale, impegnato nel dopoguerra in incarichi legati alla sicurezza durante la visita di Winston Churchill.

“È una Lecco che oggi non c’è più, ma a cui dobbiamo tornare ogni volta che perdiamo di vista i valori fondamentali”, ha aggiunto Piatti.

Il progetto ha trovato il sostegno convinto dello SPI CGIL Lecco. Per la segretaria generale Pinuccia Cogliardi, la memoria storica rappresenta uno strumento per leggere il presente e orientare il futuro, mentre per la segretaria organizzativa Luigia Valsecchi il lavoro di documentazione contribuisce a trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio di esperienze del territorio.

Il Circolo Libero Pensiero, intitolato all’operaio antifascista Annibale Molinari deportato a Mauthausen dopo gli scioperi del 1944, conferma così la propria funzione di presidio di memoria attiva, capace di intrecciare passato e presente per mantenere vivo il legame tra Rancio e la sua storia sociale e politica.

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