Lecco, torna Geocult: dieci giorni di eventi tra scienza, territorio e spettacolo

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Dall’8 al 17 maggio la terza edizione del festival delle geoscienze tra teatro, mostre, laboratori e attività sul territorio

In programma lo spettacolo di Marco Paolini, esperienze tra lago e montagna e iniziative con scuole e università per raccontare il paesaggio tra passato e futuro

LECCO – Torna a Lecco dall’8 al 17 maggio Geocult, la terza edizione del festival italiano delle geoscienze promosso dal Comune e da Fondazione Teàrte Lecco in collaborazione con Tconnetto. L’iniziativa, presentata questa mattina all’Urban Center La Piccola, si svilupperà tra il Teatro della Società, la stessa Piccola e piazza Cermenati, trasformando la città in un palcoscenico diffuso dove scienza, natura e linguaggi contemporanei si incontrano.

Geocult, edizione 2025

Per dieci giorni il territorio sarà al centro di un ricco programma di conferenze ed esperienze che ruotano attorno al tema scelto per questa edizione, “Radici e Flussi. Dalle rocce di Cermenati alle acque del futuro”. Un filo conduttore che invita a leggere il paesaggio come intreccio tra memoria e trasformazioni, tra ciò che affonda le radici nel passato e ciò che si muove verso il futuro.

Tra i punti cardine del festival c’è il coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni. “La città di Lecco è lieta di presentare la terza edizione di Geocult, un appuntamento che consolida il rapporto tra scienza, territorio e comunità – hanno sottolineato il sindaco Mauro Gattinoni e l’assessore all’Attrattività territoriale Giovanni Cattaneo –. Dopo le figure di Antonio Stoppani e Pietro Vassena, questa edizione è dedicata a Mario Cermenati, protagonista della cultura scientifica lecchese, e rafforza i collegamenti con scuole e università, a conferma di una progettualità che investe sulle nuove generazioni e sulla diffusione della cultura scientifica”.

“Geocult si fonda su due pilastri – ha aggiunto Cattaneo –: il rapporto con i giovani e quello con il territorio. I laboratori organizzati alla Piccola nascono per incuriosire i ragazzi verso le geoscienze, offrendo anche uno sguardo formativo e orientativo. L’obiettivo è mostrare il fascino di queste discipline attraverso linguaggi diversi, dal teatro alla tecnologia e alla divulgazione scientifica”.

Un lavoro che si rafforza anche grazie al legame con il mondo accademico: accanto all’Università degli Studi di Milano, coinvolta fin dalla prima edizione, quest’anno si aggiunge anche il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, che sarà presente in piazza Cermenati il 16 e 17 maggio con un format dedicato ai temi dell’acqua e del cambiamento climatico, con un focus sugli effetti in ambienti fragili come i delta fluviali.

Ester Sala

Il festival si conferma come un progetto in crescita e sempre più articolato. “Siamo giunti alla terza edizione di un festival che ha ormai un respiro nazionale – ha sottolineato Ester Sala, responsabile marketing di Tconnetto –. Le collaborazioni coinvolgono realtà territoriali ma anche ambiti scientifici ed enogastronomici. Viviamo in un territorio in cui rocce, venti e flussi d’acqua contribuiscono a una tradizione unica: raccontarla anche attraverso il cibo significa valorizzare il territorio a 360 gradi”.

Accanto agli incontri e ai momenti di approfondimento, il programma propone eventi culturali e spettacoli. Tra gli appuntamenti più attesi quello con Marco Paolini, che il 13 maggio al Teatro della Società porterà in scena “Bestiario Idrico”, uno spettacolo che intreccia memoria, ecologia e trasformazioni del paesaggio attraverso il racconto dell’acqua. I biglietti saranno in vendita a partire da martedì 14 aprile alle ore 12 sul sito del Teatro della Società e presso la biglietteria.

Sono previste anche numerose esperienze sul territorio, realizzate in collaborazione con Lecco Tourism e Lario Reti Holding. In programma tour culturali in barca con partenza da piazza Cermenati (9-10 e 16-17 maggio alle ore 11), escursioni in kayak sul Lario (9 e 16 maggio alle 14.30) e visite alla sorgente Paradone, lungo il fiume Gerenzone nel rione Malavedo (8 e 15 maggio), testimonianza del rapporto tra uomo e risorse idriche.

Ampio spazio è dedicato anche alla didattica, con laboratori rivolti alle scuole primarie e secondarie dall’11 al 15 maggio, organizzati dalle associazioni Eliante e Prometeus, che affronteranno temi come fossili, rapporto tra uomo e risorse naturali e cambiamenti climatici.

Il festival si arricchisce inoltre di due mostre. La prima, ospitata al Lake Como Museum dall’8 al 24 maggio, propone un’esperienza immersiva a 360 gradi dal lago alla Grignetta, raccontando la stratificazione e le trasformazioni geologiche del territorio. La seconda, realizzata in collaborazione con il consorzio IGT Terre Lariane, esplora il legame tra caratteristiche del suolo e produzione enogastronomica locale.

Alessandro Mazza

Proprio sul fronte dell’innovazione culturale si inserisce il contributo di Alessandro Mazza, CEO di Innova Musei: “Attraverso il Lake Como Museum proponiamo un’esperienza immersiva che accompagna i visitatori in un viaggio dal lago fino ai 2.100 metri della Grignetta, raccontando la morfologia del territorio e le sue trasformazioni. L’obiettivo è coinvolgere un pubblico ampio e costruire consapevolezza sull’importanza di preservare ciò che abbiamo intorno”.

L’edizione 2026 è dedicata a Mario Cermenati, figura centrale della cultura scientifica lecchese, che sarà celebrata con una conferenza inaugurale e accompagnerà idealmente l’intero percorso del festival.

Con Geocult, Lecco consolida così un appuntamento che unisce divulgazione scientifica, valorizzazione del territorio e partecipazione della comunità. Non solo un evento, ma un invito a osservare con occhi nuovi il paesaggio e a immaginare, attraverso la conoscenza, il futuro del territorio.