Quasi mille immagini di cantanti lirici e direttori d’orchestra del Novecento digitalizzate e pubblicate online grazie alla collaborazione con Wikimedia Italia
Un archivio nato grazie alla donazione della famiglia Barindelli e al lavoro del Comune di Esino
ESINO – Una passione nata tra le mura di una casa privata di montagna che oggi parla al mondo intero. È la storia della collezione di Martino “Tino” Barindelli, melomane di Esino Lario che per decenni ha raccolto fotografie, lettere e dediche dei grandi protagonisti dell’opera lirica del Novecento. Un patrimonio che oggi, grazie alla digitalizzazione e alla pubblicazione online, è diventato un archivio aperto e consultabile a livello internazionale.
Barindelli apparteneva a una famiglia benestante del paese ed era conosciuto per la sua grande passione per la musica classica e per il teatro d’opera. Non si limitava però ad ascoltare dischi o seguire le stagioni liriche: negli anni aveva costruito un rapporto diretto con il mondo dell’opera attraverso una fitta rete di corrispondenze con cantanti e direttori d’orchestra che si esibivano nei più importanti teatri internazionali.
Il suo metodo era semplice e allo stesso tempo straordinario. Scriveva una lettera agli artisti chiedendo una fotografia con dedica e allegava una busta preaffrancata per facilitare la risposta. Molti accettavano volentieri quella richiesta arrivata da un appassionato di un piccolo paese di montagna e gli inviavano fotografie ufficiali, spesso ritratti in costume di scena, accompagnati da dediche personali o brevi messaggi.
Nel corso degli anni questa corrispondenza ha dato vita a una raccolta imponente: oltre un migliaio di documenti, in gran parte datati tra gli anni Quaranta e Sessanta, con alcuni materiali anche successivi. Fotografie promozionali, cartoline, ritratti ufficiali realizzati dai teatri e numerose lettere autografe che raccontano da vicino il mondo della lirica del Novecento.
Molte di queste immagini sono legate a produzioni operistiche nei più importanti teatri italiani e internazionali, tra cui il Teatro alla Scala di Milano. Tra i protagonisti che compaiono nella collezione figurano nomi di assoluto rilievo della storia musicale come Maria Callas, Boris Christoff, Arturo Toscanini, Zubin Mehta e Wilhelm Furtwängler, accanto a molti altri artisti che hanno segnato la storia del teatro d’opera.
La particolarità della collezione Barindelli non sta soltanto nella presenza di grandi nomi, ma anche nella ricchezza iconografica: fotografie di cantanti lirici in costume di scena sono infatti molto più rare rispetto ai materiali dedicati ai direttori d’orchestra e rappresentano oggi una fonte preziosa per studiosi e appassionati.
Alla morte del collezionista, l’archivio è passato agli eredi. A intuire il valore storico di quel patrimonio è stata la nipote Paola Febelli, che ha deciso di non lasciare quelle fotografie chiuse in un cassetto.

“Una mattina, durante grandi pulizie, mi sono ritrovata a guardare i ricordi di mio zio Tino – racconta –. Aveva passato la vita a collezionare fotografie di cantanti lirici e direttori d’orchestra. Parlandone con un amico melomane ho capito che quella raccolta poteva avere un grande interesse per chi studia la storia della musica”.
La prima idea era quella di donare la collezione a una grande biblioteca musicale. Ma Febelli ha deciso di percorrere una strada diversa. “Ho pensato che così avremmo rischiato di “congelare” il contenuto della collezione su uno scaffale – spiega –. Ho preferito donarla al Comune di Esino Lario, dove mio zio aveva vissuto durante la guerra e dove ha trascorso gran parte della sua vita”.
Il progetto ha trovato terreno fertile anche grazie a una particolarità del piccolo paese lecchese. Nel 2016 Esino aveva infatti ospitato Wikimania, il raduno mondiale dei volontari dei progetti Wikimedia. Proprio da quel legame è nata la collaborazione con Wikimedia Italia, con l’obiettivo di rendere la collezione accessibile a tutti.
Le immagini sono state quindi digitalizzate con grande attenzione, catalogate e progressivamente caricate su Wikimedia Commons, corredate da informazioni dettagliate e collegate alle relative voci su Wikipedia e Wikidata.
Il lavoro è iniziato nel 2025, con un primo gruppo di circa 200 ritratti di soprani, e nel corso del 2026 volontari e staff di Wikimedia stanno completando la pubblicazione dell’intero archivio. I risultati sono già significativi. Al 6 febbraio 2026 le immagini digitalizzate sono 997. Di queste 628 (pari al 63%) sono già utilizzate nei progetti Wikimedia, comparendo complessivamente 2.804 volte in oltre duemila pagine tra Wikipedia e altre piattaforme collegate. Il materiale è consultabile in 60 versioni linguistiche, distribuite su 56 lingue diverse, e le visualizzazioni superano ormai le 200 mila al mese.
Un dato che dimostra come un archivio nato per passione in una casa privata sia diventato oggi uno strumento di conoscenza globale.
Per il sindaco di Esino Lario Pietro Pensa, l’acquisizione della collezione rappresenta un momento di grande valore per la comunità. “Questo patrimonio – spiega – non è soltanto un archivio di fotografie. È il segno di come la passione e la curiosità intellettuale possano superare ogni confine geografico. Tino Barindelli, partendo da un piccolo borgo montano, riuscì a costruire un dialogo con il mondo dell’arte internazionale”.
Per valorizzare ulteriormente la raccolta, l’amministrazione comunale ha deciso di allestire una selezione permanente della collezione presso il Cineteatro comunale, creando uno spazio dedicato alla memoria di Barindelli e alla storia dell’opera.
Una storia che dimostra come, a volte, le grandi collezioni non nascano nei musei ma nelle case di appassionati, e come grazie alle tecnologie digitali possano oggi trasformarsi in patrimonio condiviso da studiosi e appassionati in ogni parte del mondo.
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