Dal 5 al 9 maggio alla Biblioteca Comunale “E. Carcano” il viaggio tra montagne, ghiacciai e paesaggi estremi di Elena Morlacchi
MANDELLO – Sarà inaugurata martedì 5 maggio alle ore 15.00 presso il Centro Diurno Comunale di via Manzoni 44/3, nell’ambito dell’VIII Edizione del Festival della Letteratura del Comune di Mandello, la mostra “Le montagne che ci osservano: viaggio tra rocce, ghiaccio e deserto”, con presentazione delle opere a cura dell’artista Elena Morlacchi. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 9 maggio 2026 e sarà allestita presso la Biblioteca Comunale E. Carcano (Struttura 1), sempre in via Manzoni 44/3, diventando uno degli appuntamenti culturali più significativi del programma del Festival.
L’evento propone un articolato percorso espositivo che conduce i visitatori alla scoperta di alcuni tra i paesaggi più suggestivi e affascinanti del pianeta. Dalle vette del Monte Rosa alle guglie delle Dolomiti, passando per l’altopiano dell’Akator in Algeria, caratterizzato da spettacolari pinnacoli basaltici, fino agli scenari aspri e iconici delle Grigne. Un racconto visivo che mette in luce anche il ruolo fondamentale dei ghiacciai, elementi determinanti nel modellare il paesaggio e trasformarlo nel tempo.
Protagonista della mostra è Elena Morlacchi, artista dal profilo poliedrico: alpinista, cartografa – con un’esperienza pluriennale al Touring Club Italiano – e appassionata di geologia.
«L’aspetto di una montagna, con le sue pareti scoscese, le creste e le fessure, è sempre stato uno stimolo per scalarla – spiega Morlacchi – ma è ancor più coinvolgente se si aggiunge la consapevolezza delle forze che ne hanno determinato la forma. Potremo così ammirarla non più come una superficie immobile, la tipica cartolina, ma come un paesaggio vivo che muta nel tempo. Quelle rocce hanno sempre una storia da raccontare: sta a noi scoprirla, imparando a leggerne i segni più evidenti».
Le opere esposte si distinguono per una tecnica che unisce grafica e pittura: al tratteggio realizzato con il rapidograph, l’artista affianca l’uso di pastelli acquerellabili, creando immagini dettagliate e suggestive. L’intervento digitale è limitato alle trasparenze e agli effetti sfumati del cielo, mantenendo così una forte componente manuale e artigianale.
A completare l’esperienza artistica, gli acquerelli sono arricchiti dalle poesie di Lidia Compagnoni, che offrono una chiave di lettura emotiva e sensoriale del paesaggio, dando voce al silenzio dei boschi, al rumore dei passi sui sentieri e alla memoria profonda della natura.
La mostra sarà visitabile dal 5 al 9 maggio 2026 negli orari di apertura della biblioteca:
- lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: 10.00-13.00 / 14.00-18.00
- giovedì: 14.00-18.00
- sabato: 09.30-12.30


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