Il capo seicentesco completa il percorso di “Giappone sul Lago”, dedicato al mobile Shibayama e alla collezione Nancy Martin Stetson
Realizzato in seta rossa cangiante, con bordura blu pavone e uccelli dorati ricamati, è stato concesso in prestito grazie alla collaborazione con Villa Melzi di Bellagio
VARENNA – Un kimono del XVII secolo, prezioso per materiali, lavorazione e storia, completa fino al 15 settembre il percorso espositivo di “Giappone sul Lago” a Villa Monastero. Si tratta di un’opera appartenente alla famiglia Melzi d’Eril, concessa in prestito grazie alla collaborazione ormai consolidata con Villa Melzi di Bellagio.
Il capo, realizzato in seta rossa cangiante, presenta una bordura blu pavone e una decorazione con uccelli dorati ricamati. A renderlo ancora più significativo è la presenza di un copricapo e di una chiusura in lacca, elementi che fanno ritenere probabile un utilizzo in occasioni ufficiali.
Il kimono si inserisce nella mostra “Giappone sul Lago: il mobile Shibayama di Villa Monastero e i kimono della collezione Nancy Martin Stetson”, promossa dalla Provincia di Lecco e visitabile nella Casa Museo fino al 15 settembre. Il progetto nasce attorno al raro mobile Shibayama conservato nel Salottino orientale di Villa Monastero e sviluppa un percorso dedicato al giapponismo e alla fascinazione esercitata dall’arte nipponica in Europa tra Ottocento e Novecento.
Attorno al mobile si articola una selezione di 24 kimono e 4 obi provenienti dalla collezione Nancy Martin Stetson, oggi di proprietà del Gruppo Mantero. La raccolta complessiva appartenuta alla collezionista americana comprende 763 kimono ed è considerata una testimonianza di particolare rilievo della tradizione tessile giapponese.
L’arrivo del kimono della famiglia Melzi d’Eril aggiunge quindi un ulteriore livello al percorso, creando un collegamento diretto tra due delle dimore storiche più conosciute del lago. La collaborazione con Villa Melzi di Bellagio consente infatti di affiancare alla collezione già presente a Varenna un pezzo seicentesco di forte valore storico e decorativo, capace di ampliare il racconto sull’arte giapponese e sulla sua ricezione in Europa. Il prestito si inserisce in una programmazione culturale che Villa Monastero ha costruito nel corso del 2026 proprio attorno al tema del Giappone, con mostre, attività collaterali, laboratori e iniziative dedicate.
Un’estate nel segno del Giappone
“Giappone sul Lago” è stata una delle iniziative centrali della stagione culturale di Villa Monastero. L’esposizione ha dialogato anche con “Madama Butterfly”, proposta nell’ambito del progetto “Opera diffusa”, rafforzando il filo conduttore dedicato alla cultura nipponica e al rapporto tra il lago, il patrimonio della dimora e l’immaginario giapponese.
La mostra, curata da Anna Ranzi, conservatrice della Casa Museo, propone inoltre materiali provenienti dal Museo della Seta di Como e da collezioni private, costruendo un percorso che mette in relazione arti decorative, tessuti, oggetti e storia del gusto.
Fino al 15 settembre, dunque, i visitatori avranno la possibilità di vedere anche il kimono della famiglia Melzi d’Eril, un’opera che per antichità, qualità dei materiali e raffinatezza della lavorazione rappresenta uno dei pezzi più suggestivi dell’intero percorso espositivo.

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