Il Lecchese sarà una delle quattro province protagoniste della prima edizione della “Settimana dei Mulini Storici”
La giornata partirà al Museo della Seta di Abbadia Lariana con un seminario per poi spostarsi al Mulino del Pepott
LECCO – Il patrimonio dei mulini storici lombardi diventa protagonista di un nuovo percorso di valorizzazione e il Lecchese sarà tra i territori coinvolti. La prima edizione della “Settimana dei Mulini Storici”, denominata anche Festival dei Mulini, farà tappa a Perledo il 10 ottobre, con una giornata che unirà storia, formazione, teatro, musica e prodotti del territorio.
A promuovere l’iniziativa sono AIAMS – Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici e Regione Lombardia, nell’ambito dell’attuazione della Legge Regionale n. 9/2026, dedicata alla tutela, alla valorizzazione e al recupero dei mulini storici e del patrimonio architettonico.
Il Festival si svilupperà durante i quattro sabati di ottobre e coinvolgerà complessivamente quattro province lombarde: Varese, Lecco, Mantova e Brescia. L’obiettivo è portare il pubblico alla scoperta di opifici storici, mulini a macina, segherie, folli, pestelli, magli, pile da riso e torcitoi da seta, mettendo in relazione la memoria di questi luoghi con nuove occasioni di conoscenza e valorizzazione.
Nel Lecchese l’appuntamento sarà particolarmente legato alla storia della lavorazione della seta e alla tradizione dei mulini del territorio lariano. La giornata del 10 ottobre comincerà al Museo della Seta di Abbadia Lariana, dove è previsto un seminario dal titolo “Dal baco da seta al torcitoio ad acqua”.
Successivamente il programma si sposterà a Perledo, sul Sentiero del Viandante, al Mulino del Pepott. Qui sarà protagonista uno spettacolo teatrale curato da Teatro Folli Idee – Compagnia Del Samovar, accompagnato dalla musica del violino.
Alla parte culturale si affiancherà quella dedicata alle produzioni del territorio. Nel corso dell’appuntamento saranno infatti presentate diverse tipologie di olio extravergine di oliva del territorio lariano, con la possibilità per i partecipanti di assaggiarle.
La tappa lecchese sarà una delle quattro occasioni attraverso le quali AIAMS e Regione Lombardia intendono raccontare il patrimonio degli antichi opifici lombardi, mettendo insieme le caratteristiche dei singoli luoghi e una proposta culturale costruita attorno alla loro storia.
Il primo appuntamento è fissato per il 3 ottobre ai Mulini Affrescati del Parco dell’Argentera, a Cadegliano Viconago, in provincia di Varese. I mulini, risalenti al Seicento e situati lungo il torrente Dovrana, sono caratterizzati dalla presenza di dipinti ad affresco. La giornata prevede un evento sensoriale condotto dall’esperto di essenze per la profumeria Marco Tosca, seguito da una rappresentazione teatrale sul testo del Matanzone e Manzoni, interpretata da Stefano Grignani con accompagnamento musicale dell’arpa.
Dopo la tappa lecchese, il Festival proseguirà il 17 ottobre a Roverbella, in provincia di Mantova, alla Riseria F.lli Schiavi di Pietro Schiavi, a Castiglione Mantovano. L’attività della riseria risale al 1687 ed è legata alla lavorazione del Vialone Nano. Il programma sarà dedicato alla risicoltura e alla lavorazione del riso nel Mantovano, con esperti del settore, prima di uno show cooking vegano di Cinzia Massa, dal titolo “Il cibo non si mangia soltanto, si vive”, accompagnato dalla musica handpan di Elisa Moreschi e da una degustazione.
L’ultimo appuntamento sarà il 25 ottobre in provincia di Brescia, al Museo del Maglio in Valle Camonica, alle Fudine di Malegno, territorio legato alla forgiatura del ferro. L’iniziativa “La fucina, una macchina insuperabile” sarà dedicata a un esempio di archeologia industriale e prevede la presentazione del Manuale del Maglio, accompagnata dalla musica integrata di magli e ottoni. A chiudere saranno gli assaggi di pane di segale preparato in collaborazione con l’evento Lo Pan Ner.
Attraverso il Festival, AIAMS e Regione Lombardia puntano a costruire una rete di contatti tra popolazione e professionisti e a stimolare una riflessione sulle possibilità di riutilizzo e valorizzazione degli antichi opifici. L’iniziativa guarda quindi non soltanto alla conservazione della memoria, ma anche alla possibilità di mantenere questi luoghi al centro della vita culturale e dei territori.
Per il Lecchese, il passaggio del Festival rappresenta un’occasione per riportare l’attenzione sul patrimonio legato alla storia della lavorazione della seta e sul Mulino del Pepott, inserendoli in un percorso regionale che attraversa quattro province e diverse forme della cultura produttiva lombarda.
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