Piazza Alta gremita: a Oggiono trionfa “C’era una volta” tra teatro, letteratura e beneficenza

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Lo spettacolo teatrale e musicale del Lions Club Castello Brianza Laghi E.T.S. ha raccolto fondi per la Parrocchia di Bir Zeit in Cisgiordania

OGGIONO – Una Piazza Alta gremita ha fatto da cornice a “C’era una volta”, lo spettacolo teatrale e musicale promosso dal Lions Club Castello Brianza Laghi E.T.S., che ha unito letteratura, ironia e riferimenti storici in un percorso narrativo costruito su un testo originale e inedito. Al termine della serata, il pubblico ha salutato gli interpreti con un lungo applauso, mentre l’iniziativa ha consentito anche di raccogliere fondi destinati alla Parrocchia di Bir Zeit, in Cisgiordania.

L’evento si è svolto ieri sera, venerdì, a Oggiono e ha proposto una rilettura dei grandi classici della letteratura attraverso il ribaltamento dei punti di vista dei personaggi più conosciuti. A guidare il racconto è stata la voce fuori campo del Narratore, interpretato da Lamberto Lietti, attorno alla quale si sono alternati sul palco numerosi “attori artigianali” del territorio.

Tra i momenti più apprezzati, la difesa del Lupo Cattivo, interpretato come vittima di pregiudizi e di “cattive pubbliche relazioni” e sostenuto, nel racconto, dal solo San Francesco. Spazio anche al confronto tra il Grillo Parlante originale, interpretato da Umberto Corti, e una versione contemporanea del personaggio, il Grillo Parlante “Social”, portato in scena dal neo presidente del Lions Club Castello Brianza Laghi, Marco Manzoni. Il dialogo si è rivelato essere uno scherzo orchestrato da Lucignolo, dispensatore di prompt digitali alla ricerca di like.

Lo spettacolo ha proseguito con le interpretazioni del Gatto e della Volpe, affidate a Faber Redaelli e Dario Ripamonti, e con la partecipazione delle giovani Gaia Colombo, nei panni di Pinocchio, e Mia Colombo, che ha interpretato la Bella Addormentata.

Il momento conclusivo ha rappresentato il principale colpo di scena della serata. Il Narratore ha infatti rivelato la propria identità, presentandosi come Carlo Lorenzo Filippo Giovanni Lorenzini, meglio conosciuto come Carlo Collodi, immaginato in Piazza Alta per celebrare il bicentenario della sua nascita e ripercorrere simbolicamente la propria attività di giornalista e scrittore.

L’epilogo ha così ricondotto il pubblico ai riferimenti storici introdotti nella prima parte dello spettacolo, dedicata alla Milano della Scapigliatura e ai dialoghi d’osteria con il librettista lecchese Antonio Ghislanzoni, interpretato da Stefano Perego.

Nel finale, Collodi ha rivolto un ringraziamento simbolico all’editore Paggi, rappresentato dal prevosto don Maurizio Mottadelli, “per la fiducia data in oltre dieci anni a trasformare il Belvedere in questo libro a cielo aperto”. È stato inoltre svelato il significato del nome del Trio Gin Amasasu, composto per l’occasione dal soprano crossover Chiara Amati, accompagnata da Stefano Ligoratti al pianoforte e da Matilda Colliard al violoncello.

Il nome dell’ensemble, è stato spiegato durante lo spettacolo, richiama la Manifattura di ceramiche dei Marchesi Ginori, presso la quale lavoravano i genitori di Collodi: “Amasasu”, nella lingua kinyarwanda, significa infatti “marchesi”, completando così il percorso di rimandi storici e letterari che ha caratterizzato l’intera rappresentazione.

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