Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, avverte: il rincaro dell’energia potrebbe pesare sulla crescita nei prossimi mesi
Per Confcommercio, il nuovo rialzo dell’inflazione potrebbe frenare il recupero della domanda delle famiglie. Nel mirino soprattutto l’andamento delle materie prime energetiche, in aumento dall’inizio dell’anno
LECCO – La stima provvisoria Istat fotografa un’accelerazione rispetto a luglio, quando l’inflazione era al +2,9%. A spingere l’aumento sono soprattutto i prezzi degli energetici. Confcommercio: “Inflazione sotto controllo, ma pesa il rincaro energetico”
Ad agosto l’inflazione torna ad accelerare. Secondo la stima provvisoria dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic) registra un aumento dello 0,5% su base mensile e del 3,3% su base annua, in deciso rialzo rispetto al +2,9% registrato a luglio.
A determinare la nuova accelerazione sono soprattutto i prezzi dei beni energetici. Gli energetici non regolamentati passano infatti dal +11,4% di luglio al +16,9%, mentre gli energetici regolamentati salgono dal +14,8% al +18,8%.
Rallenta invece la crescita dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che passa dal +3% al +2,6%, e quella dei servizi relativi ai trasporti, dal +1,6% al +0,9%.
Su base mensile resta stabile al +1% l’aumento dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Accelera invece il comparto dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, la cui crescita passa dal +3,4% al +4,3%.
L’inflazione acquisita per il 2026 sale ad agosto al +2,9%. La cosiddetta inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta lievemente dal +1,6% al +1,5%. In calo anche l’indice al netto dei soli beni energetici, che passa dal +1,8% al +1,7%.

La dinamica dei prezzi mostra inoltre un’accelerazione per i beni, dal +3,2% al +4,1%, mentre i servizi rallentano dal +2,7% al +2,4%. Il differenziale tra i due comparti passa così da -0,5 a -1,7 punti percentuali.
Nel confronto annuo, tra gli aumenti spiccano gli energetici regolamentati, al +3,2%, e quelli non regolamentati, al +2,8%. Crescono anche i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+1,4%), degli alimentari lavorati (+0,4%) e dei beni durevoli (+0,3%).
Diversa la dinamica dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo, l’Ipca, che ad agosto registra una variazione del +0,1% su base mensile, anche per effetto dei saldi estivi, che non vengono considerati dal Nic. Su base annua l’aumento è invece del +3,2%, contro il +2,9% di luglio.
I dati sono stati diffusi dall’Istat il 1° settembre 2026 e hanno trovato il commento di Confcommercio. Il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, considera l’aumento di agosto in parte atteso, alla luce degli incrementi stagionali che interessano alcuni comparti e del nuovo rialzo delle tensioni sui prezzi dell’energia.
“L’aumento rilevato ad agosto sul versante dei prezzi era un dato in parte atteso, in considerazione dei consueti incrementi stagionali che si rilevano in alcuni specifici segmenti, accentuati in alcuni casi, trasporti, dal riacutizzarsi delle tensioni sugli energetici. Al netto di queste dinamiche la situazione, se si guarda anche al complesso dell’euro area, appare ancora sotto controllo con un’inflazione di fondo che si mantiene su valori contenuti, a segnalare come le frizioni all’interno del sistema siano ancora limitate, e in linea con i target della politica monetaria”.
Bella richiama però l’attenzione sulla traiettoria dei prezzi delle materie prime energetiche, in progressivo aumento dall’inizio dell’anno.
“Al momento – ha detto Bella – la progressiva, anche se non costante, tendenza all’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, registrata dall’inizio dell’anno, continua a produrre effetti essenzialmente sui settori più direttamente collegati. Dato che non deve far trascurare le preoccupazioni sulle dinamiche attese nei prossimi mesi che potrebbero condizionare, in negativo, le prospettive di crescita dell’ultima parte dell’anno e soprattutto del 2027”.
Il rischio, secondo Confcommercio, riguarda anche la domanda interna. Un’inflazione nuovamente in accelerazione potrebbe infatti incidere sulle scelte delle famiglie, nonostante la tenuta del mercato del lavoro.
“Con il riacutizzarsi dell’inflazione – ha concluso Bella – vi è il rischio che le famiglie, nonostante il permanere di una stabilità del mercato del lavoro, con l’occupazione che anche a luglio si mantiene su livelli storicamente elevati, interrompano il processo di graduale recupero della domanda che ha sostenuto la crescita nel primo semestre”.
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