Addizionali Irpef, la UIL lancia l’allarme: “A Lecco tassazione ai massimi storici”

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Per la UIL, a Lecco l’aliquota dello 0,7% viene applicata senza progressività dopo l’esenzione fissata a 17 mila euro

Lo studio confronta i capoluoghi lombardi e punta l’attenzione sul Lecchese, dove il sindacato chiede maggiori tutele per i redditi bassi e medio-bassi

LECCO – Lecco è tra i capoluoghi lombardi con la soglia di esenzione più alta per l’addizionale comunale Irpef. Nonostante questo, secondo la UIL Lombardia il sistema continua a penalizzare i redditi medio-bassi. A evidenziarlo è uno studio della UIL nazionale sulle addizionali regionali e comunali, analizzato a livello regionale dal sindacato, che punta l’attenzione sulle differenze esistenti tra i diversi territori lombardi.

Nel capoluogo lecchese l’esenzione dall’addizionale comunale è fissata a 17 mila euro di reddito imponibile, una soglia superata soltanto da Milano, che la porta a 23 mila euro, e da Mantova, che la fissa a 22 mila euro. Lecco condivide il terzo posto con Lodi, precedendo Como (15 mila euro), Brescia (13 mila), Cremona e Monza (12 mila), Sondrio (10 mila) e Varese, dove l’esenzione si ferma a 8 mila euro. Bergamo, invece, non prevede alcuna soglia di esenzione.

Secondo la UIL, tuttavia, il tema non riguarda soltanto le franchigie. A Lecco l’addizionale comunale viene infatti applicata con un’aliquota unica dello 0,7%, senza alcun meccanismo di progressività legato al reddito. Una situazione analoga a quella di Como, dove l’aliquota raggiunge lo 0,8%, sempre senza differenziazioni in base alla capacità contributiva dei cittadini.

Lo studio sottolinea come, una volta superata la soglia di esenzione, contribuenti con capacità economiche molto diverse si trovino a essere tassati con la stessa aliquota. Una scelta che, secondo il sindacato, rischia di penalizzare soprattutto i redditi bassi e medio-bassi.

“I dati emersi dallo studio sulle addizionali Irpef nell’area del Lario delineano un quadro estremamente preoccupante per le famiglie dei nostri territori. A Lecco e Como ci troviamo di fronte a una tassazione che ha ormai raggiunto i massimi storici, con aliquote rispettivamente allo 0,7% e allo 0,8%, applicate in modo lineare e senza alcuna progressività” afferma il coordinatore territoriale UIL Lario Dario Esposito.

Secondo Esposito, nonostante la presenza delle soglie di esenzione a 17 mila euro per Lecco e 15 mila per Como, il sistema “finisce per colpire duramente i redditi bassi e medio-bassi appena superata la franchigia, trattandoli allo stesso modo dei patrimoni più solidi”. Per questo la UIL chiede che il tema venga affrontato nel confronto territoriale in corso con le amministrazioni locali.

La riflessione si inserisce in un contesto segnato dall’aumento del costo della vita, delle spese per l’abitazione, della mobilità e dei servizi essenziali, fattori che secondo il sindacato stanno erodendo il potere d’acquisto di salari e pensioni. Da qui la richiesta di rafforzare le tutele per i redditi più bassi e di introdurre criteri maggiormente legati alla reale capacità contributiva dei cittadini.

La UIL Lombardia rilancia infine la proposta di una revisione del sistema delle addizionali territoriali, con l’obiettivo di definire criteri minimi di progressività fiscale e innalzare le soglie di esenzione a tutela delle famiglie economicamente più fragili.

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