Il tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy convocato per discutere il futuro dell’azienda
Sindacati preoccupati per il futuro della Carcano Antonio dopo la vendita del 51,58% delle quote al gruppo Luminovo.
MANDELLO DEL LARIO – Il futuro della Carcano Antonio Spa, azienda che conta uno dei suoi principali stabilimenti a Mandello del Lario, è arrivato sul tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ieri, martedì 3 marzo, si è infatti svolto a Roma un incontro dedicato alla vertenza aperta dopo la vendita del 51,58% delle quote di maggioranza al gruppo Luminovo Aluminium Ltd, con sede a Hong Kong.
La società è tra i principali operatori europei nella produzione e trasformazione di laminati di alluminio destinati in particolare all’industria alimentare, dolciaria e farmaceutica e impiega oltre 500 addetti nei tre stabilimenti di Mandello del Lario, Delebio e Andalo Valtellino, con un indotto rilevante tra il Lecchese e la Valtellina.
All’incontro, convocato da Giampiero Castano per il Ministero, hanno partecipato azienda, istituzioni e rappresentanti sindacali. Per Carcano erano presenti il direttore esecutivo Angelino e il responsabile delle relazioni sindacali Michetti.
Tra i sindacati presenti anche la UIL. “In seguito al passaggio di proprietà, avremmo voluto avere delle rassicurazioni che, di fatto, non sono arrivate”, ha dichiarato Enrico Azzaro, segretario UIL Lombardia, al tavolo insieme a Guglielmo Gambardella della segreteria nazionale UILM. Collegati da remoto anche la segretaria Gabriella Trogu e Igor Gianoncelli della UILM Lario, con Angelo Volonté della RSU.
L’operazione di vendita è stata sottoposta all’esercizio del golden power da parte del Governo, a conferma del carattere strategico del settore dell’alluminio per il sistema industriale nazionale.
Secondo Azzaro, restano però diversi interrogativi aperti sul futuro industriale dell’azienda. “L’ingresso di Luminovo Aluminium Ltd non è neutro – ha spiegato –. Un’azienda asiatica che acquisisce un player europeo nel converting dell’alluminio può avere tre obiettivi: presidio commerciale europeo, integrazione verticale, trasferimento progressivo di valore verso altri siti. Abbiamo la necessità come parti sociali di capire la volontà della società e come intende prendere di petto una situazione che vede un indebitamento importante. Su questo non abbiamo avuto risposta”.
Tra i punti sollevati dal sindacato anche quello relativo al centro decisionale delle scelte industriali. “Dove si colloca il centro decisionale effettivo delle scelte industriali: in Italia o presso la holding di Hong Kong? Questo sarebbe stato il primo punto da chiarire oggi – ha aggiunto Azzaro –. Quando non c’è un piano scritto, il rischio è sempre che il piano sia già deciso altrove”.
Il Ministero ha preso atto delle preoccupazioni espresse dalle parti sociali e ha convocato un nuovo incontro a Roma per il prossimo 31 marzo.
“Tuttavia rimangono in essere una serie di preoccupazioni, a partire dalla gestione della cassa integrazione, particolarmente importante nel sito di Mandello del Lario, su quali siti e soprattutto per quanto tempo. Tutte domande rimaste in sospeso in assenza di un progetto industriale sempre più indispensabile – conclude Azzaro –. È importante capire anche il debito di 50 milioni, all’origine della crisi dell’azienda, da chi sarà pagato. Anche su questo non abbiamo avuto risposte”.

Sul futuro del Gruppo Carcano è intervenuto anche Enrico Vacca, Segretario Generale FIM CISL Monza Brianza Lecco. “L’incontro di ieri conferma tutti i dubbi che nelle ultime settimane e mesi avevamo espresso rispetto alla totale assenza di un credibile piano industriale da parte di Carcano, con particolare riferimento al sito di Mandello e ai siti dedicati al converting, la lavorazione dell’alluminio – ha dichiarato Vacca -. Un elemento positivo è certamente l’interesse dimostrato dal Ministero rispetto alla vicenda di una realtà industriale fondamentale per il nostro territorio. Altrettanto positivo è il fatto che a breve, cioè il 31 di marzo, l’azienda e le parti sindacali saranno riconvocate al fine di cominciare un confronto anche con la nuova proprietà che si è insediata”.
“Per noi l’incontro di ieri costituisce un primo passo per mettere in sicurezza una realtà industriale importante nel panorama del territorio lecchese” ha concluso.

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