La ripresa dell’edilizia stroncata dal Covid, il settore ha tenuto grazie alla ‘cassa’

Tempo di lettura: 2 minuti

Era iniziato bene il 2020 per il settore edile, poi è arrivato il lockdown

Lo studio della Uil: “Crollo delle ore lavorate e boom di cassa integrazione”

LECCO – “Il confronto dei dati riguardanti il numero degli occupati, le ore lavorate e la cassa integrazione ha evidenziato una situazione pre-Covid in ripresa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con l’aumento delle ore lavorate e la diminuzione della cassa integrazione nei mesi di gennaio e febbraio in tutte le Province”.

Lo fa sapere Riccardo Cutaia, segretario di Fenal Uil sindacato degli edili, pubblicando uno studio sull’andamento del settore.

“Durante l’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del Covid-19, in particolare nel mese di aprile (lockdown delle attività produttive), è stata rilevato un crollo delle ore lavorate ed una crescita vertiginosa delle ore di cassa integrazione, che ha colpito molto duramente il settore. Nei mesi di maggio e giugno abbiamo assistito ad una pur lenta ripresa, con una 2 diminuzione considerevole delle ore di cassa integrazione ed un aumento delle ore lavorate. Il confronto rispetto agli stessi mesi del 2019 indica un comprensibile aumento delle ore di cassa integrazione ed un calo di quelle lavorate”.

In provincia di Lecco, nei primi sei mesi dell’anno, l’occupazione ha tenuto rispetto ai numeri dello scorso anno, arrivando con un dato positivo a giugno (2.397 lavoratori, +91 rispetto giugno 2019), seppur il carico di ore lavorate non sia ancora tornato ai valori dello scorso anno, con un calo di oltre 239 mila ore ad aprile in pieno lock-down e con il picco nello stesso mese di cassa integrazione per 316 mila euro (erano appena 7,9 mila ad aprile 2019).

 

Misure determinanti per salvare i posti di lavoro

“L’analisi – spiega Cutaia – dimostra che gli ammortizzatori sociali ed il blocco dei licenziamenti sono stati determinanti per la salvaguardia dei posti di lavoro e quindi delle professionalità presenti nelle imprese, in attesa della ripartenza del settore suggerita dai dati relativi al mese di giugno”.

“Questa crescita economica – prosegue – può essere rinforzata attraverso un’attenta gestione del sistema degli incentivi fiscali messi in campo dal governo, strumenti che si sono rivelati determinanti per la creazione di posti di lavoro e funzionali a rendere il patrimonio immobiliare pubblico e privato maggiormente efficiente dal punto di vista energetico, risultando inoltre capaci di dare una prima risposta agli obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. La ripresa economica del settore non può prescindere dal rispetto dell’applicazione del CCNL dell’edilizia, della sicurezza e formazione ai lavoratori, pertanto gli investimenti pubblici devono essere indirizzati a quelle imprese garanti di questi punti fondamentali, della buona occupazione e del lavoro di qualità”